La Giordania minaccia una guerra totale contro l’Isis per vendicare il pilota catturato e bruciato vivo dai combattenti del Califfato. Tra le opzioni allo studio dei vertici militari del regno hashemita c’è anche un intervento di terra – molto probabile l’impiego mirato delle forze speciali – e un’escalation della campagna di bombardamenti aerei.

Le forze armate comandate da re Abdallah II sono considerate tra le più professionali della regione mediorientale. Questo anche in virtù della stretta cooperazione militare con gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. L’esercito giordano è composto da oltre 110mila uomini, di cui 14mila forze speciali altamente addestrate, più 65mila riservisti, e può schierare 1.321 carri armati (quasi tutti tank britannici), 461 semoventi d’artiglieria, 88 semoventi lanciarazzi, 72 cannoni e 4.600 blindati. L’aeronautica può contare su 246 velivoli, tra cui 74 cacciabombardieri (quasi tutti F-16 americani), 24 elicotteri d’attacco (Cobra americani), due cannoniere volanti, e decine di aerei ed elicotteri da trasporto truppe (compresi 8 Black Hawk americani) e velivoli da addestramento.La marina conta, infine, 37 unità navali.

Secondo una recente classifica della forza militare dei 15 principali Stati mediorientali, la Giordania si colloca all’ottavo posto. Prima vengono Israele: 176mila soldati, 3.870 carri armati e 680 mezzi aerei; Turchia: 410mila soldati, 3.660 carri armati e 990 mezzi aerei; Arabia Saudita: 233mila soldati, 1.100 carri armati e 650 mezzi aerei; Emirati Arabi: 65mila soldati, 545 carri armati e 445 mezzi aerei; Iran: 545mila soldati; 2.400 carri armati e 480 mezzi aerei; Egitto: 470mila soldati, 4.800 carri armati e 1.100 mezzi aerei; Siria (prima della guerra civile): 220mila soldati, 5mila carri armati e 470 aerei. Seguono la Giordania le forze armate di Oman: 72mila soldati, 215 carri armati e 100 mezzi aerei; Kuwait: 15mila soldati, 370 carri armati e 100 aerei; Qatar: 12mila soldati, 90 carri armati e 72 mezzi aerei; Bahrain: 13mila soldati, 180 carri armati e 100 aerei; Iraq: 270mila soldati, 360 carri armati e 212 mezzi aerei; Libano: 130mila soldati, 320 carri armati e 60 mezzi aerei; Yemen: 70mila soldati, 1.300 carri armai e 180 aerei.

Se la Giordania va alla guerra, un altro importante membro regionale della colazione anti-Isis a guida americana sembra volersi tirare indietro, creando una prima frattura nella nuova ‘alleanza di volenterosi’. Gli Emirati Arabi Uniti hanno infatti interrotto i raid aerei dopo l’abbattimento e la cattura del pilota giordano, protestando con gli Stati Uniti per l’inaffidabilità del loro sistema di ricerca e soccorso su cui contano tutti gli alleati in caso di abbattimento, compresi i piloti italiani dei quattro Tornado che partecipano alla campagna aera con missioni di ricognizione.