La crisi colpa dell’aborto e la legge contro l’omofobia un delitto contro l’umanità. Le parole dette dal vescovo di Ferrara Luigi Negri, riportate dal quotidiano on line Estense.com, sono rimbalzate oltreoceano. A riportare l’ultimo anatema del vescovo vicino a Comunione e Liberazione è il Washington Post, che sintetizza così quanto detto dal prelato a Ferrara domenica primo febbraio nel corso della conferenza ‘Solidali per la vita – Sfide e modelli per il tempo difficile” in occasione della XXXVII Giornata per la Vita: “L’economia italiana è stata in difficoltà da anni, con i giovani laureati in fuga all’estero per trovare lavoro, e le prospettive di crescita che rimangono deboli. Tutto questo avrebbe potuto essere evitato se l’aborto fosse stato vietato, secondo Luigi Negri, l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio”.

Nel capoluogo estense sono arrivate solo le reazioni di Sel e Giovani Democratici. La prima con il consigliere comunale Leonardo Fiorentini, che vede in quelle dichiarazioni un tentativo di “coltivarsi il proprio orticello nell’ultradestra cattolica, continuando a contrapporre, in una rinnovata crociata, la sua visione assolutistica a quello Stato laico nato dal Risorgimento e dalla Resistenza. È la crociata di chi non riesce evidentemente a misurarsi con serenità con il nostro tempo”. “Parole che non sembrano mirate a tutelare fede e fedeli ma che danno l’idea di voler instaurare odio immotivato nei cuori di chi le ascolta e che a tali precetti crede” invece per la frangia verde del Pd invece, che riguardo al tema dell’aborto, ritiene “intellettualmente molto disonesto sostenere tesi senza alcun fondamento, affermando che l’aborto sia responsabile della crisi che stiamo vivendo, così come lo è il cercare consensi in materia utilizzando un “nervo scoperto” rappresentato dalle difficoltà economiche in cui vertono le famiglie italiane. Se davanti a Dio – concludono i Giovani Democratici -, per l’arcivescovo, fatichiamo ancora ad essere tutti uguali, davanti alla legge, nello Stato italiano, vogliamo essere certi che l’uguaglianza venga garantita”.

Dagli Stati Uniti l’articolo a firma di Rick Noack fa notare come le dichiarazioni di Negri giungano a corollario di una crisi che ha visto a gennaio schizzare il tasso di disoccupazione a un livello record del 13,4%, “di gran lunga superiore alla media europea dell’11,5%”. Ma stenta a trovare connessioni con la legge “relatively liberal” del 1978, che gode ancora di un forte sostegno politico, “in parte a causa del fatto che gli aborti clandestini sono stati una delle principali cause di morte tra le donne in Italia prima che la legge venisse approvata”. Ciononostante nel Belpaese le donne si devono scontrare con rinnovati problemi. In primo luogo il sempre maggior numero di medici che per obiezione di coscienza si rifiuta di eseguire interruzioni di gravidanza, “costringendo le donne in gravidanza a cercare aiuto all’estero o da amici e familiari che non sono esperti nella procedura medica da seguire”. Tanto che l’Italia ha uno dei tassi di aborto più bassi d’Europa, anche se conta un numero imprecisato di casi rimasti nascosto ai registri.

Quanto alla ‘crimonosa’ legge contro l’omofobia, il Washington Post cita un sondaggio del Pew Research, secondo il quale il 74% degli italiani ha dichiarato nel 2013 che la società dovrebbe accettare l’omosessualità. Un favore che è aumentato del 9% rispetto all’anno precedente. Cifre differenti invece per la presunta causa della crisi: “solo il 36% della popolazione nel 2014 dichiara che l’aborto non è una questione morale e lo ritiene ammissibile”.