Venticinque minuti sufficienti a strappare anche l’applauso del Movimento 5 Stelle. Il nuovo presidente della Repubblica, nonostante il suo passato democristiano incassa un’importante apertura di credito dalla principale forza di opposizione del Paese. Un coro unanime, con sfumature diverse, accompagna la prima uscita di Sergio Mattarella nel giorno in cui, dopo aver riposto la toga di giudice costituzionale, il nuovo capo dello Stato ha percorso i pochi passi che separano la Consulta dal Quirinale per aprire il suo settennato.

PRESIDENTE ANTIMAFIA – C’è innanzitutto il passaggio sul ruolo di “arbitro” che il nuovo inquilino del Colle intende interpretare tra i passaggi più apprezzati del suo discorso. Che nella truppa parlamentare dei 5 Stelle viene percepito come una chiara e netta discontinuità tra i precedenti mandati di Giorgio Napolitano e il nuovo settennato che inizia di fatto oggi. Insomma, nessuno storce il naso, come accadde invece, due anni fa, in occasione del bis del suo predecessore. “Per certi versi è stato ecumenico ma in senso positivo – tira le somme soddisfatto il senatore pentastellato Nicola Morra parlando con ilfattoquotidiano.it – ho apprezzato diversi passaggi dell’intervento, in particolare quando ha ribadito che bisogna tenere alta l’attenzione nella lotta alla mafia. Una mafia che non è più circoscritta alle regione del sud, ma valica i confini meridionali raggiungendo le regioni e le città del nord”. Di più: “E’ stato un discorso – continua – rivolto non tanto ai partiti quanto alle persone, alla società civile, e, soprattutto, ai giovani. Se alle parole dovessero seguire i fatti lo apprezzeremo”. Soddisfatto anche il siciliano (come Mattarella) Alfonso Bonafede: “Ci sono stati spunti importanti. Nel merito la lotta alle mafie come priorità assoluta evocando Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Dopodiché l’aspetto più importante riguarda la discontinuità con il passato. Ad esempio, il presidente ha ricordato la centralità dell’Assemblea. In particolare guardando alle novità di questo Parlamento come punto di partenza per lavorare bene”.

APERTURA DI CREDITO – Maurizio Buccarella, lo definisce un discorso “democristianamente ecumenico”, spiegando che “nel merito risulta condivisibile nel 95 per cento dei punti toccati. Non si poteva non essere d’accordo in molti passaggi. Ma era pur sempre un discorso, aspettiamo i fatti”. Anche se, sottolinea il senatore grillino, per Mattarella “il gruppo del M5S ha applaudito più di quanto fece due anni fa”. Più diretta l’ex capogruppo alla Camera Roberta Lombardi, che chiede perfino un incontro al nuovo Capo dello Stato: “E’ stato molto istituzionale, didascalico e professorale. Ma siamo pur sempre in una fase interlocutoria. Noi ci siamo e abbiamo chiesto anche un colloquio”. Entra nel merito del discorso pronunciato dal capo dello Stato Sergio Battelli: “Parole condivisibili, a cominciare dai passaggi sulla mafia e la corruzione. Un discorso, senza dubbio, migliore di quello che due anni fa sentimmo pronunciare a Napolitano”. Il deputato pentastellato ribadisce la linea del Movimento. “Ovviamente lo aspettiamo al varco della prova dei fatti – avverte parlando con ilfattoquotidiano.it – per vedere cosa farà un presidente della Repubblica che fino a ieri è stato giudice della Corte Costituzionale su provvedimenti come il decreto sulle banche, la legge elettorale e le riforme. Firmerà oppure no?». Concetto ribadito, dal direttorio, anche da Carla Ruocco: “Un discorso articolato che ha toccato punti importanti. Abbiamo apprezzato che il capo dello Stato abbia voluto sottolineare il suo ruolo di arbitro e di garante della Costituzione, come pure i passaggi sulla scuola e l’istruzione. Ora ci sarà da vederlo all’opera”. Nel frattempo, come la Lombardi, anche la Ruocco rinnova la richiesta di un incontro con il nuovo presidente della Repubblica.

BERLUSCONI? CI PUO’ STARE – “Tutta un’altra storia rispetto al discorso di Napolitano” anche per la senatrice Paola Taverna. “Nelle parole di Mattarella ci sono stati molti passaggi che abbiamo apprezzato – spiega a ilfattoquotidiano.it – ovviamente non c’è alcun atteggiamento di preclusione sulla sua persona, ma dopo aver ascoltato in questi anni tante parole alle quali non sono seguiti i fatti, proprio sui fatti si misurerà il nostro credito di fiducia nei suoi confronti”. Importante, secondo la Taverna, anche “il richiamo al ruolo di ‘arbitro’ e garante delle regole che, da quando si è insediato il governo Renzi sono state sistematicamente forzate e  ignorate”. E sulla partecipazione di Berlusconi al giuramento del nuovo presidente della Repubblica? “Lo considero in realtà un invito rivolto a quella parte di elettori che si riconoscono e votano per Forza Italia – conclude la senatrice del M5S – e che un presidente della Repubblica che mette al centro del suo discorso il tema dell’unità del Paese non poteva certo ignorare fingendo che non esistano”.

DISCONTINUITA’ CON RE GIORGIO – Ma è soprattutto la novità del nuovo corso, interpretata come un segno di discontinuità rispetto al precedente segnato dai nove anni di mandato di Napolitano, a riscuotere consenso unanime tra i gruppi parlamentari pentastellati. “Nonostante l’omaggio a Napolitano, il discorso di Mattarella sembra essere stata una critica alla sua conduzione golpista della Presidenza”, taglia corto con un tweet il deputato Andrea Colletti. E sempre via Twitter, anche Roberto Fico, membro del direttorio, auspica l’inversione di tendenza: “Molti passaggi del discorso li condivido. Sono però quei temi che il governo ha disatteso e che Napolitano ha avallato. Staremo a vedere”. In serata, è una mail interna al Movimento 5 Stelle a sintetizzare la posizione del Movimento 5 Stelle su Sergio Mattarella. Con lui “si può voltare pagina”.

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