Gerusalemme lo aveva accusato di “conflitto di interesse“: non sarebbe stato imparziale a causa di una consulenza fornita all’Organizzazione per la liberazione della Palestina nel 2012. Per questo motivo l’accademico canadese Wiliam Schabas si è dimesso dall’incarico di guida della commissione d’indagine Onu sui presunti crimini di guerra durante l’ultimo conflitto a Gaza. “Stavo diventando un ostacolo e una distrazione, per questo dovevo andarmene”, ha detto Schabas a radio Israele, riferendosi alle numerose accuse nei suoi confronti di essere troppo filopalestinese.

Il ritiro avviene mentre la commissione si appresta a pubblicare il suo primo rapporto in vista della prossima sessione del Consiglio Onu per i Diritti Umani (Unhrc) che si apre a Ginevra il 3 marzo. Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha preso spunto dalle dimissioni di Schabas per chiedere che il rapporto “non sia pubblicato“. Netanyahu, che considera Schabas “parziale verso Israele“, ha ribadito l’ostilità contro l’Unhrc, “un organismo anti israeliano” che nel 2014 ha approvato “più risoluzioni contro Israele che l’Iran, la Siria e la Corea del nord messi assieme”. E’ tempo che “l’Onu accantoni il rapporto”, ha detto il premier israeliano.

L’estate scorsa, ha detto ancora Netanyahu, Israele “si è difeso contro i criminali di guerra di Hamas che usavano gli abitanti di Gaza come scudi umani per sparare contro i cittadini israeliani”. Per il ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman, la scelta di Schabas era stata come “nominare Caino a capo di una commissione d’inchiesta sull’assassinio di Abele“.

A condurre l’inchiesta rimangono ora il senegalese Doudou Diene, che è stato responsabile Onu contro il razzismo e per il post conflitto in Costa d’Avorio, e l’ex giudice della Corte Suprema di New York, Mary McGowan. L’incarico era stato offerto anche all’avvocatessa libanese Amal Alamuddin, poi diventata moglie di George Clooney, ma lei lo aveva declinato affermando di avere troppi impegni.