“Noi siamo sempre gli stessi e finora abbiano votato sì per amore di riforme, ma da oggi voteremo sì solo a ciò che ci convince”. Silvio Berlusconi torna ad affrontare temi politici alla cerimonia d’insediamento del nuovo presidente Sergio Mattarella, e il giorno dopo aver ottenuto dal Tribunale di sorveglianza di Milano il beneficio di pena che gli consentirà di essere libero da ogni obbligo a partire dal prossimo 8 marzo. Ospite invitato dal cerimoniale del Quirinale in qualità di leader di partito, ha annunciato che “presto” vedrà Mattarella e ha risposto alle inevitabili domande sul “patto del Nazareno“, che non ha dato grandi prove di sé in occasione del voto per il nuovo presidente della Repubblica: “Come sta il Patto del Nazareno? Francamente non lo so”, ha risposto. “So che abbiamo sempre avuto uno spirito di Stato e siamo convinti che ci vogliano riforme per il Paese. Se una proposta arriva dalla sinistra la giudichiamo e decidiamo”.

Del reato, ha voluto sottolineare il leader di Fi, “dal metodo Renzi siamo rimasti molto delusi. Se avesse adottato un metodo diverso, noi non avremmo fatto nessun problema sul nome di Mattarella, che è una persona stimata”. E quando, al momento del rinfresco, ha incontrato la senatrice Pd Anna Finocchiaro, finita a un certo punto in buona posizione per l’ascesa al Colle, Berlusconi ha detto: “Abbiamo fatto il tifo per lei!”.

La cerimonia d’insediamento ha visto anche una stretta di mano e un veloce saluto tra i due contraenti del “patto”: Renzi ha presentato a Berlusconi il ministro Pier Carlo Padoan e il leader di Forza Italia ha scherzato: “Speriamo non sia birichino come te”. “Il fatto è – ha replicato Renzi – che io sono meno birichino di te”.

Gli uomini del Colle, da Scalfaro in poi, sono spesso stati bestie nere dell’ex Cavaliere, che non ha tralasciato di ricordarlo: “Le condizioni che abbiamo trovato hanno reso impossibile la nostra rivoluzione liberale”, ha spiegato, anche perché “abbiamo trovato sul nostro cammino la magistratura che conoscete e che c’è in Italia e tre capi di Stato ostili”. E a proposito di magistratura, ottenuto il beneficio di pena per una sorta di “buona condotta” – che comunque ha definito “notizia risibile” rispetto a quanto subito – anche nel suo atteggiamento pubblico verso le toghe, uscito dal Quirinale Berlusconi è tornato alla carica:  “Mentre venivo in aereo qui a Roma ho stilato una lista di 35 nefandezze della sentenza Mediaset“. E poco prima, conversando con il ministro Marianna Madia, il leader di Fi ha anche definito la sentenza Mediaset “scandalosa”.

Nel suo “ritorno”, Berlusconi ha affrontato anche la questione Forza Italia, sempre più lacerata: “Per le questioni interne al partito parleremo quando tutto questo sarà finito”, ha affermato, ma intanto posso dire che “sono sempre stato e sono ancora sicuro della fedeltà di Denis Verdini“. Una raffica di dichiarazioni che ha investito anche il futuro di Mediaset: “Venderla? No assolutamente, nella maniera più assoluta”, ha detto rispondendo in particolare a un recente articolo del Fatto Quotidiano.