Davide che tiene testa a Golia: al terzo tentativo l’Empoli riesce a fermare la Roma, pareggiando 1-1 all’Olimpico. Ci aveva provato all’andata in campionato, ci era andato molto vicino in Coppa Italia: stavolta l’organizzazione di Sarri e la freschezza dei suoi ragazzi bastano a conquistare un punto preziosissimo in chiave salvezza. E forse a mettere la parola fine sul campionato, visto che domani la Juventus può portarsi a più nove in classifica. I numeri e non solo certificano la crisi profonda dei giallorossi, alla quarta partita consecutiva senza vittorie: anche oggi il primo tempo è stato tutto da dimenticare, rimediato solo parzialmente dalla reazione di nervi della ripresa. E se la Roma non ha perso come avrebbe potuto, deve ringraziare anche e soprattutto la clamorosa ingenuità di Saponara, che ha ristabilito la parità numerica quando i giallorossi sembravano davvero allo sbando ed in balia degli avversari.

È stata una partita vibrante, spaccata metà: un tempo per parte, come anche i gol (di Maccarone e Maicon), e le espulsioni (Manolas e Saponara). Vuoi per le tante assenze, vuoi perché la Roma non è più quella d’inizio stagione e l’Empoli è sempre più convinto dei propri mezzi (benché modesti), il match dà subito torto a chi si aspettava il più classico dei testa-coda. Si gioca con qualità nello stretto, da tutte e due le parti: davvero sorprende il coraggio con cui i ragazzini di Sarri provino sempre a giocare la palla, per uscire in disimpegno dal pressing avversario. È chiaro che i padroni di casa facciano la partita, ma gli ospiti non fanno assolutamente da sparring partner. Anzi, danno sempre la sensazione di poter essere pericolosi (molto più degli avversari) in contropiede. L’impressione è corretta e si concretizza al 40’, con il clamoroso 0-1 firmato da Maccarone su rigore. Il gol vale doppio perché sulla ripartenza favorita dal pessimo posizionamento della difesa giallorossa, Manolas è costretto al fallo da ultimo uomo su Saponara. Rosso inevitabile, la superiorità è sia nel punteggio che negli uomini. E per ricostruire la difesa con Astori, Garcia sceglie di togliere addirittura Totti.

La Roma accusa il colpo e l’Empoli (che già stava giocando bene) è in controllo totale. Per rimettere in partita i giallorossi servirebbe un episodio, ed arriva prima della fine del primo tempo: Saponara, fin qui il migliore in campo, già ammonito allarga il braccio per controllare un pallone in area avversaria. Per l’arbitro Russo è fallo di mano, secondo giallo ed espulsione. Rintontita ed irriconoscibile, almeno la Roma rientra negli spogliatoi in parità numerica. Ed è questa la prima chiave di volta del match. La seconda è la solita reazione giallorossa, che negli spogliatoi si trasformano e come già nelle ultime uscite riaddrizzano la situazione. Trovano subito il gol del pareggio con Maicon, al termine di un’azione avvolgente e insistita, da vera Roma. Per dieci minuti dominano e sfiorano il vantaggio, con una traversa di Astori su angolo, e poi con Florenzi fermato alla disperata da Mario Rui. L’Empoli ha finito la benzina (e anche questa è una costante, per la squadra di Sarri), ma riesce a superare la burrasca, ed arrivare indenne al novantesimo. I toscani escono meritatamente imbattuti dall’Olimpico, dove la Roma non vince da fine novembre e chiude fra i fischi del suo pubblico. Lo scudetto è un miraggio, domani il Napoli può avvicinarsi a meno quattro dal secondo posto: forse i giallorossi devono cominciare a guardarsi alle spalle.

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