Nel giorno della quarta votazione, quella decisiva per la scelta del presidente della Repubblica, arriva l’appoggio di Angelino Alfano a Sergio Mattarella. Il leader di Ncd fa dunque retromarcia, dopo che ieri Matteo Renzi gli ha intimato: “Come fa il ministro dell’Interno a non votare uno così?”. Entrando alla Camera, gli esponenti del partito negano però le ricostruzioni di stampa secondo cui il loro leader Alfano sarebbe stato minacciato dal premier Renzi di doversi dimettere da ministro dell’Interno nel caso di mancato voto di Ncd a favore di Mattarella per il Colle, così come conferma Maurizio Lupi che dice: “Con noi le minace servono a poco”  di Manolo Lanaro