L’inflazione annua nell’Eurozona è stata negativa a gennaio, facendo segnare un calo dei prezzi dello 0,6%, in forte ripiegamento anche rispetto al -0,2% di dicembre. È quanto emerge dalla stima preliminare di Eurostat. Il tasso negativo, sottolinea l’istituto statistico di Bruxelles, è determinato dal calo dei prezzi energetici (-8,9% a gennaio, contro il -6,3% di dicembre). Risultano in flessione anche cibo, alcol e tabacco (-0,1%, contro il dato piatto di dicembre) e i beni industriali non energetici (-0,1%, rispetto al dato piatto del mese precedente). Solo i prezzi dei servizi, invece, risultano in aumento: +1%, contro il +1,2% di dicembre. Un portavoce della Commissione Ue, comunque, ha gettato acqua sul fuoco facendo sapere che il calo di gennaio “non può ancora essere considerato deflazione conclamata”.

Proprio per contrastare lo scivolamento in una spirale deflazionistica, che accanto ai prezzi in calo vede diminuire anche investimenti e consumi con il risultato finale di un ristagno dell’intera economia, il 22 gennaio la Banca centrale europea ha varato il piano di acquisto di titoli di Stato noto in gergo come quantitative easing.