La seconda giornata di votazioni per l’elezione del presidente della Repubblica mostra una significativa riduzione di volume del tweeting, se comparato con la prima. L’hashtag ufficiale #Quirinale2015, largamente più importante per definire il perimetro delle interazioni su Twitter, registra un calo del 67,5% del volume complessivo. #Mattarella, il secondo hashtag più importante per volume di traffico, crolla del 58,4%. Se è vero che un calo nella produzione di flusso è fisiologico per eventi-notizia che hanno una durata prolungata, si può ipotizzare che la scarsa spettacolarità di questa nuova partita per il Quirinale abbia contribuito al decremento complessivo di attività degli utenti. La società Quaerys, in collaborazione con gli studenti dell’università di Torino guidati dai professori Giuseppe Tipaldo, Matteo Pisciotta, Cristopher Cepernich e Marinella Belluati, analizza in questi giorni di votazioni i dati per ilfattoquotidiano.it.

Se si considerano i 5 principali hashtag con maggiore frequenza, #Quirinale2015 concentra nella giornata odierna il 40% del volume di tweeting. Seguono #Mattarella (21,5%), #MaratonaQuirinale (16%), #PresidenteDellaRepubblica (12%) e #Quirinale (10,5%). L’indicatore di diffondibilità (il retweet) per ogni hashtag in top 5 cresce in modo direttamente proporzionale alla frequenza dell’hashtag. All’inverso, la condivisione di link in forma inversamente proporzionale.

La mappa interattiva delle associazioni tra attori e temi del dibattito sui social conferma una relazione significativa tra il candidato Sergio Mattarella e la sponsorship di Matteo Renzi e del Partito Democratico. L’analisi dei campi semantici certifica qui la centralità assunta anche nel dibattito su Twitter, come sui media mainstream, della diarchia Renzi-Berlusconi. Al primo i dati associano termini che ne certificano il ruolo attivo svolto nella strategia preparatoria alla partita politica (“proporre”), che ne mettono in luce le contraddizioni (“rottamazione”) e che ne qualificano, in qualche modo, l’esito (“capolavoro”). Al secondo toccano connessioni semantiche oggettivamente più negative: la issue presumibilmente più calda anche nel dibattito politico (“Patto del Nazareno”), ma soprattutto si circoscrive in questi termini l’esito del confronto: “altolà”, “accettare”, “cedere”. Almeno in questa seconda giornata appare più periferico il ruolo delle opposizioni parlamentari (Grillo) e della sinistra Pd (Civati).

I dati relativi alle menzioni che si ritrovano all’interno del vasto corpus di hashtag considerato mostra con evidenza come, in contesto di sostanziale vacanza di notizie, nel quale prevalgono le ritualità delle grandi cerimonie politiche, il tweeting sia scandito dalla pur ripetitiva litania della programmazione e della narrazione televisiva. Particolarmente rilevante è qui la performance dei profili @TgLa7 e @La7tv, che è evidentemente il prodotto delle dirette-fiume di Enrico Mentana. La capacità di engagement del talk Servizio Pubblico di Michele Santoro (in onda giovedì 29 gennaio) pare consolidare il ruolo di leadership del canale del gruppo Cairo come tv news oriented generalista capace di imporsi come pretesto di social talk. Da segnalare, infine, le menzioni di profili satirici come Nonleggerlo e ArsenaleKappa (kotiomkin).