A poche ore dalla prima votazione il borsino dei principali quotidiani si orienta senza se e senza ma su Sergio Mattarella. Repubblica e Corriere della Sera puntano tutte le fiches sull’ex ministro Dc e giudice della Consulta.”Una scelta arrivata – scrive il quotidiano diretto da Ezio Mauro – dopo il vertice tra il premier e l’ex segretario del Pd, Pier Luigi Bersani“. Mutano invece le quotazioni di Giuliano Amato. Se fino ieri l’ex braccio di Craxi era in pole position al momento rischia di partire dalla terza fila. Repubblica (Goffredo De Marchis-Francesco Bei) riporta le motivazioni del premier Renzi sul “no” a Amato in quanto strumento di una tacita intesa tra la sinistra Pd (dalemiana e bersaniana) e la galassia berlusconiana: “Non me la sento di andare contro l’antipolitica, contro il sentimento diffuso alla gente. Non per colpa di Amato, ma il presidente della Repubblica dev’essere una persona in cui i cittadini si riconoscono. Può anche darsi che alla fine Amato si faccia apprezzare, ma il punto di partenza è la frizione con l’opinione pubblica”.

Secondo il Sole 24 ore (Emilia Patta), “in caso di mancata convergenza di Forza Italia su Mattarella si aprirebbe più realisticamente la strada di una soluzione alternativa”. Soluzione alternativa che “potrebbe essere quella degli ex segretari democratici Walter Veltroni e Piero Fassino, ma anche quella di un non politico come l’attuale supplente al Quirinale Pietro Grasso o come il governatore di Bankitalia Ignazio Visco“.

Per il Giornale (Massimiliano Scafi), invece, esiste ancora un piano B se fallisse l’operazione Mattarella, non gradita da Silvio Berlusconi. In campo più che mai il duo ex diessino costituito da Veltroni e Franco Bassanini. Scrive Scafi: “L’ex segretario del Pd è in ascesa. Nelle ultime ore sarebbe diventato il candidato preferito dalla maggioranza dei parlamentari democratici, davanti a Mattarella, Castagnetti e Fassino”.

Ma non finisce qui. Perché, secondo La Stampa, “Berlusconi sarebbe tentato dalla carta Finocchiaro per fermare Mattarella”. Rivela Ugo Magri: “A palazzo Grazioli si scommette che il premier tornerà alla carica. Qualcuno studia la contromossa: piuttosto che Mattarella, sussurrano fonti berlusconiane, meglio una donna del Pd come Anna Finocchiaro, seria ed equilibrata”. Oppure, continua Magri, “addirittura un renziano come Delrio“. Anche se c’è chi ritiene, come il quotidiano Libero, che il vero outsider sia Pier Ferdinando Casini, “l’unico nome che tiene in vita il patto”. Come finirà? Presto lo scopriremo.

@GiuseppeFalci