Tempo di Quirinarie. Anche il popolo dei cinematti esprime il suo candidato e lo fa attraverso un sondaggio che indica il Presidente ideale scelto tra i registi italiani.

Habemus candidatum: il risultato finale premia il Nanni nazionale sia pure di stretta misura su Ettore Scola. “Finalmente qualcuno che dirà qualcosa di sinistra” è la considerazione più immediata. Già protagonista della scena politica italiana con i suoi girotondi, Moretti conserva il suo fascino “antipatico” che divide e fa discutere e il suo rigore etico lo favorisce e rafforza l’affetto dei suoi fan. Eppure avrebbe il vantaggio di poter dialogare con un Papa di quelli che probabilmente piacciono a lui, tallonato dall’Ettore del “c’eravamo tanto amati” che ebbe anch’egli un ruolo politico nel governo ombra occhettiano di fine anni ’80 come Ministro dei Beni Culturali (con Napolitano agli Esteri e Rodotà alla Giustizia…toh!).

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Con molto distacco ma meritevole di considerazione e non travolta da un insolito destino Lina Wertmüller risulta la donna più votata. Tornatore aspetta la migliore offerta ma si impone tra quelli appena in età da Presidente. Tra i gettonati anche tre mostri sacri del cinema: Bernardo Bertolucci, Ermanno Olmi e Liliana Cavani che però non convincono i cinevotanti restando molto indietro. C’è anche chi ha suggerito una doppia poltrona per i fratelli Taviani immaginando con fantasia una novità epocale.

A sorpresa emerge l’interesse verso Silvano Agosti che attualmente fa il proiezionista nel cinema Azzurro da lui gestito a Roma, che a suo tempo teorizzò la schiavitù del lavoro e che tre anni fa ha fatto domanda ufficiale all’Unesco e alle Nazioni Unite chiedendo che l’essere umano venga proclamato patrimonio dell’umanità. Non mancano i voti di protesta raccolti da Maccio Capatonda e Cetto La Qualunque e non da Giancarlo Magalli ignorato per non essere uomo di cinema. Infine, spiritosi i voti per Peppa Pig che a suo modo rappresenta le quote rosa.