La legge elettorale? Una merda d’artista, anzi, per dirla alla Fantozzi, una merdaccia”. Sono le parole di Vincenzo D’Anna, senatore del gruppo Grandi Autonomie e Libertà, ai microfoni de “La Zanzara”, su Radio24. Il parlamentare, noto per il suo linguaggio icastico, ne ha anche per Berlusconi: “Se davvero dovesse essere legato mani e piedi a Renzi, dovrebbe essere fuori da Forza Italia, di cui ancora faccio parte. Ma vorrei capire dove vuole andare il partito. Io seguo un leader, non un padrone”. E rivela: “Berlusconi ci ha spiegato che dovevamo votare queste pessime leggi per avere un buon presidente della Repubblica, cioè non ostile, uno che non sia stato personalità di spicco del vecchio Pds e Pd, come Veltroni e Bersani”. Il senatore poi polemizza con Parenzo, che gli rimprovera la contrarietà a nomi come Veltroni per il Quirinale e sottolinea: “Abbiamo cercato di far capire a Berlusconi che alla fine la sinistra prenderà tutto ciò che può prendere. Non è escluso che dal patto del Nazareno, che non è scritto, Berlusconi avrà vantaggi per le sue aziende, ma poteva ottenere questo senza mandare alle ortiche un partito. Non ci resta che sperare in “er Mutanda” (Antonio Zequila, ndr). Mutatis mutanda”. E aggiunge ironicamente: “Io ho poca dimestichezza con le mutande, ma le indosso con grande eleganza. Le tolgo solo quando vado a dormire”. Battuta finale sulla liaison Isoardi-Salvini: “Sono invidioso: una bella donna che fa una dichiarazione di interesse lusinga sempre un uomo. Poi noi siamo berlusconiani, abbiamo una particolare vocazione per le belle donne, ecco perché invidio Salvini. Evidentemente il leader della Lega ha delle “durezze” che attraggono le belle signore” di Gisella Ruccia