Finalmente i giochini e i teatrini stanno per terminare: l’Italia ha bisogno di tutto fuorché di altro tempo perso per decidere il nuovo Presidente della Repubblica. Tutti ormai sanno che il nuovo Presidente della Repubblica verrà eletto solo dopo il terzo scrutinio, ossia, quando basterà la maggioranza semplice, ovvero, 505 voti.

Per capire gli scenari e i tanti interessi che girano intorno alla elezione del Presidente della Repubblica bisogna verificare i numeri che hanno a disposizione i vari partiti. Non c’è dubbio che il Pd sia quello che ha il maggior numero di voti potendo contare su 307 deputati e 108 senatori. A questi si aggiungano 28 rappresentanti delle Regioni. Insomma, solo il Pd ha a disposizione 443 voti. Non ci vuole un grande matematico per capire che i voti di Forza Italia sono superflui e che quindi ci sono in ballo altre strategie e tornaconti. Bastano altri 62 voti e il Presidente della Repubblica può essere eletto.

Gli aspetti che entrano in ballo a questo punto sono molteplici: la tanto dichiarata voglia di eleggere il Presidente a larga maggioranza è già stata messa da parte forse per tattica o forse per presa d’atto delle varie beghe interne sia nel Pd che in Forza Italia. Renzi sa benissimo che su questa partita rischia molto e usa la tattica meno pericolosa: cerca di riunire il Pd e spera in un esito veloce e favorevole ben sapendo, però, che in ogni caso la colpa per risultanti deludenti sarà da attribuire ai vari dissidenti interni.

In questo scenario il Movimento 5 Stelle con i suoi 138 voti garantirebbe, invece, una elezione sicura. E qui arriva il bello. Per prima cosa occorre trovare un candidato unitario per il Pd, cosa non facile considerate tutte le varie correnti e fazioni e ricordando soprattutto quello che accaduto la scorsa volta. In questa tornata elettorale il Movimento 5 Stelle, ad oggi, ha abbandonato la strada delle Quirinarie per decidere il proprio candidato attraverso la rete. Potrebbe essere una giusta strategia.

Ora, però, sarebbe bello che i due partiti individuassero pubblicamente un nome condiviso, una personalità che sia da esempio per tutta la Nazione, che restituisca fiducia verso le Istituzioni e dia veramente un segnale di freschezza e speranza. Ma le cose semplici in politica, quando c’è di mezzo il potere, difficilmente accadono perché è innegabile che dietro questa elezione ci siano spinte da numerose lobby e forti interessi da tutelare. E come ben sappiamo, nel segreto dell’urna, tutto può succedere.

Non sarà facile eleggere un nuovo Presidente della Repubblica con determinate caratteristiche, i numeri ci sono ma le teste libere e oneste non tutte siedono in Parlamento. Sarebbe bello che questa volta i grillini evitassero di chiudersi a riccio su tutti i nomi. Una prima apertura sembra essere stata fatta con la recente lettera di Grillo e Casaleggio. Ma anche all’interno del gruppo parlamentare dei 5stelle la situazione è abbastanza articolata. Notizia di oggi è la fuoriuscita di altri parlamentari dal Movimento. Quindi tutto anche tra i grillini può accadere perché anche Grillo farà il suo copione solito. In ogni caso la grande responsabilità è in mano a Renzi e a tutto il Pd, non ci sono scusanti ed alibi. I numeri parlano chiaro. Vedremo a breve i veri nomi e i veri candidati.

Ben sapendo che certi e soliti nomi come Amato non sono graditi al Paese e ai suoi cittadini. E in tutti questi nomi che stanno girando in queste ore, l’unico che suscita vera simpatia è di certo Giancarlo Magalli. Qualche giorno e vedremo la grande strategia politica cosa partorirà. Una cosa forse è certa. Non sarà ancora una volta Napolitano.