Personalmente ho sempre diviso i comportamenti delle persone tra chi ha buon gusto e chi non ne ha, per me è stato sempre un metro di misura nel mio personale giudizio degli essere umani. Nell’esporre le nostre ragioni, nel replicare a chi dice cose con le quali non siamo d’accordo, come parliamo, come ci vestiamo, come ci comportiamo con il prossimo. Penso che ci sia un limite, non autocensorio, ma dettato da quel senso di eleganza che ognuno dovrebbe avere dentro di sé. Ci sono argomenti, e la religione è uno di questi, che entrano nell’intimo dell’animo umano, nella sfera più profonda, insondabile anche da noi stessi. Ci sono sentimenti che si fa fatica a veder mortificare, e anche la satira (che Dio la benedica!) che ha questo ruolo: sbeffeggiare, mettere in ridicolo i potenti, trovare il punto debole e colpire con l’arma più micidiale che esiste, quella della risata, sollecitando il pensiero critico, debba tenerne conto. Quando ad essere mortificati sono i sentimenti più profondi bisogna trovare il “buon gusto”, appunto, di non offendere l’intimità del tuo prossimo, questo non vuol dire che non si possa ridere della religione, ma il confine che divide la satira dall’insulto è sottile e ognuno deve trovarlo dentro di sé. Almeno questo è il mio pensiero.

Detto questo, non possiamo in nessun modo accettare quanto è successo a Parigi, non possiamo accettare che in nome di una qualsivoglia religione, vengano uccise delle persone, esseri umani disarmati con un atto vigliacco come quello e calpestati uno dei diritti fondamentali di ogni civiltà degna di questo nome, il diritto alla libera opinione ed espressione. Se noi giustificassimo, anche con gli argomenti da me esposti, una reazione come questa noi avremo tradito i nostri padri, avremo tradito tutto quello per cui si sono battuti e morti in questi secoli: il  diritto inalienabile alla libertà di pensiero e alla laicità, per questo condanno senza se e senza ma quanto accaduto. Voltaire (dicono almeno che sia lui, ma non è certo) diceva: “Non sono daccordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu possa continuare a farlo”. Ed è esattamente il mio pensiero, sono Charlie, perché difendo la libertà di espressione e sono contro ogni tipo di censura, ma voglio avere la libertà di dire (come loro debbono avere la sacrosanta libertà di disegnare) che quelle vignette non mi fanno ridere. E ve lo dico da laica e agnostica, vedere Gesù Cristo sulla croce, mentre una diavolessa in ginocchio con il culo in mostra gli succhia i genitali, a me non fa ridere. Ho diritto di dirlo come loro hanno diritto di disegnare quello che vogliono, senza che arrivino dei pazzi invasati a sparargli addosso.

Questo però apre un ragionamento su quello che abbiamo di fronte, che è un nuovo capitolo della storia del nostro pianeta. Io non so a chi fa gioco tutto questo, troppe contraddizioni, troppe omissioni, troppe menzogne,  troppi soprusi perpetrati sui più deboli, troppi furti di paesi e di risorse. Nel corso dei secoli l’Occidente ha sempre avuto un nemico da combattere e se non era reale lo inventava, manipolando l’opinione pubblica affinché lo vedesse tale (il riferimento all’Iraq non è casuale), sempre un pretesto per l’industria bellica di smerciare le sue armi e ai potenti del mondo di approfittare delle macerie che le guerre si lasciano dietro per arricchire i loro patrimoni. Non giustifico il terrorismo in nessun modo, ma se non cerchiamo di capirne le ragioni, rischieremo un nuovo e imprevedibile periodo di tensioni pericolose, in una spirale di odio che difficilmente riusciremo a frenare, una eredità che le generazioni future non meritano.

Le ragioni dobbiamo cercarle anche dentro noi stessi, domandarci il perché di tutto questo, con umiltà e volontà. L’errore più grande che si possa fare, a mio modesto parere, è pensare che i buoni siano da una parte sola, la nostra, e i cattivi tutti dalla parte opposta o che non ci sia altra civiltà al di fuori dalla nostra. Il fallimento della politica, l’ingiustizia planetaria, la miseria, l’ignoranza, la mancanza di speranza, lasciano spazio a questa nuova dittatura teocratica (che anche la Chiesa Cattolica conosce bene per averla esercitata nei secoli passati con non meno violenza) e penso che non ci sia iattura peggiore per gli essere umani di quella di essere governati da Stati teocratici, la religione è la cosa più intima che esiste, non dovrebbe mai essere usata per esercitare un potere, ed è inaccettabile pensare che in nome di un qualsivoglia Dio si possa usare una qualsiasi tipo di violenza su altri esseri umani, interpretando le scritture a nostro piacimento o come ci conviene. In nome della religione nella storia si sono perpretrate le più grandi nefandezze, le più grandi ingiustizie, in nome della religione sono stati versati fiumi di sangue in ogni parte del pianeta. Siamo entrati nel terzo millennio e il mondo sta tornando indietro.

Io prego Dio affinché ci salvi dalle religioni.