È successo pochi giorni fa, a un pranzo di lavoro, qui a Londra. C’erano vari autorevoli giornalisti inglesi, esperti di questioni europee e di fatti italici. Le domande a noi italiani erano due. La prima facilmente immaginabile: “Chi sarà il prossimo presidente della Repubblica?”.

Per gli inglesi, perfino i più scafati, perfino chi ha vissuto in Italia come corrispondente, capire la politica italiana è cosa ardua. Paradossalmente, quando c’era Berlusconi era tutto più semplice: facevano le battute, pubblicavano vignette dove le riunioni del governo si tenevano in una Jacuzzi con le ministre seminude e non c’era molto altro da spiegare. Adesso tutto è più complicato. Quindi arriva a ruota la seconda domanda: “Ora avete Renzi, perché è così importante il presidente della Repubblica, se non ha poteri?”.

Ho provato a spiegare che sì, in teoria ha solo poteri di garanzia costituzionale, ma che in verità dipende dalla persona che viene scelta. Ci sono stati presidenti interventisti, altri distaccati, altri picconatori. Mi guardavano annuendo, ma io so che non capivano. Sono affascinati dalle mille sfumature di grigio della politica italiana, come amano gli intrighi rinascimentali de “I Borgia”, una serie tv che va per la maggiore. Hanno letto Machiavelli, hanno studiato Politics a Oxford, ma io lo so che non capiscono. Lo vedo dallo sguardo perso nel vuoto che assumono dopo un po’. Ed è lì che ho avuto la folgorazione: meglio il vuoto di un nuovo inciucio. Avete presente “Il trono vuoto”, il romanzo di Roberto Andò, da cui è stato tratto il film Viva la libertà con Servillo? Il politico scompare e sul trono lasciato vuoto arriva il fratello gemello, un poeta, che tutti giudicano un po ’ picchiatello, e scompiglia le carte, porta un vento di novità che entusiasma il popolo. Questo è il mio auspicio. Che il nuovo presidente sia un coniglio fuori dal cilindro.

Per questo mi diverte un sacco leggere i seriosi commenti alla goliardata di Magalli capolista nelle Quirinarie del Fatto. Probabilmente chi lo vota crede, come me, che un trono vuoto è sempre meglio di una poltrona mal occupata. Ps. E pensa che divertimento spiegarlo agli inglesi

il Fatto Quotidiano, 24 Gennaio 2015