Quindici morti, almeno 35 feriti e scontri in tutto il Paese. L’Egitto ricorda il quarto anniversario della rivoluzione che nel 2011 ha portato alla caduta dell’allora presidente Hosni Mubarak con manifestazioni e cortei e ritorna nel caos. Al Cairo Shaimaa el-Sabbagh, dirigente 33enne di un piccolo partito di sinistra, è stata uccisa dalle forze dell’ordine con un proiettile di gomma alla testa ed è morta tra le braccia del marito: la notizia, confermata dal ministero della Salute, è stata riportata da diversi siti egiziani che citano un comunicato del partito “Alleanza popolare socialista“. La piccola formazione socialista ha sostenuto che anche il suo segretario generale, Moataz El-Shenawy, è stato manganellato e fermato e la dispersione del corteo non-autorizzato di poche decine di persone è avvenuta nonostante un tentativo di trovare un accordo con le forze dell’ordine. 

Un manifestante dei Fratelli musulmani è rimasto ucciso negli scontri con le forze dell’ordine ad Alessandria. Secondo la versione ufficiale del ministro dell’interno, l’uomo sarebbe stato armato con un mitra. “Due persone avevano sparavano per intimidire gli abitanti della zona; un abitante è stato ferito da colpi d’arma di fuoco” – ha precisato il ministero nel comunicato postato su Facebook e ha aggiunto che, sempre ad Alessandria, sono state arrestate altre “due altre persone che partecipavano al corteo in possesso di bottiglie molotov”. Scontri fra manifestanti dei Fratelli musulmani e polizia vengono segnalati da media e fonti sul posto ad Alessandria e nel quartiere di Maadi al Cairo. Una fonte del ministero dell’Interno citata dalla tv di Stato riferisce che due “terroristi” sono rimasti uccisi per l’esplosione di un ordigno artigianale che stavano piazzando in un centro del del Delta del Nilo.

Intanto Piazza Tahrir al Cairo, simbolo ed epicentro dei sommovimenti dell’Egitto, è chiusa dalla sera del 24 gennaio e presidiata da almeno 25 mezzi blindati. Secondo l’agenzia Mena gli accessi alla piazza sono chiusi anche con filo spinato e forze della sicurezza pattugliano il centro della capitale egiziana mentre proseguono le manifestazioni non autorizzate dei Fratelli musulmani, al bando in Egitto. Cinque persone sono state arrestate per aver inneggiato al deposto presidente islamista Mohamed Morsi mostrandone grandi foto vicino a Tahrir. Come mostra il sito dell’emittente Al Jazira in streaming, un piccolo corteo (sembra composto da decine di persone) è in corso nel benestante quartiere meridionale di Maadi: oltre a slogan della rivoluzione anti-Mubarak (“Pane, libertà e giustizia sociale”, “il popolo vuole la caduta del regime”), fra gli altri ne viene scandito uno del periodo della giunta di generali che depose Morsi nel 2013 (“abbasso il potere militare”) e uno più recente contro l’attuale presidente (“Morte a Sisi”).