Vero è che quando siamo in un rifugio in montagna non possiamo resistere di fronte ad un tagliere di speck e formaggi, ad una tavoletta di cioccolata o ad un bicchiere di vin brulé, ma quale è la giusta alimentazione che chi pratica gli sport invernali dovrebbe seguire? I veri sportivi sanno già tutto: l’attività sportiva esercitata con serietà non può prescindere da una corretta alimentazione, da rapportare anche al tipo di sport praticato. Per quelli invece che indossano gli sci solo una tantum, magari nel weekend o durante le festività, qualche suggerimento base che serva da promemoria prima di infilare gli scarponi.

Visto che chi scia può arrivare a bruciare fino a 900 calorie in un’ora, la fame si fa sentire e dopo tre/quattro ore di discese e slalom, qualsiasi hot dog o panino farcito si profili all’orizzonte rischia di finire addentato. In realtà dovremmo fare più attenzione. Innanzitutto in montagna le nostre cellule respirano aria pulita e vorrebbero anche mangiar sano. Praticando sport intensi è infatti indispensabile che il nostro sangue si mantenga fluido, privo quindi di quei famosi grassi saturi che possono rendere difficoltose le funzionalità degli organi. I cibi derivati dalla produzione industriale potrebbero non fornire il giusto apporto di sostanze nutrizionali e valore energetico durante la pratica di attività sportive, con rischio di un calo dei livelli prestazionali o un aumento dei tempi di recupero, per cui meglio preferire alimenti biologici.

La sera prima di buttarci sulla pista da sci, carni, salumi e uova – ricchi di grassi e proteine – lasciamoli da parte, prepariamo invece le “scorte” di carboidrati per il nostro corpo, con una porzione di polenta taragna o un piatto di pasta. Al risveglio, è veramente una pessima idea bere solo un caffè! Gustiamoci un’abbondante colazione con pane tostato e marmellata o miele, latte e biscotti o cereali, yogurt e frutta, magari una banana, una spremuta d’arancia. Di mieli di montagna da spalmare sul pane, c’è solo l’imbarazzo della scelta e apportano la giusta carica energetica. Le proprietà nutrizionali del miele sono infatti attribuibili all’alto contenuto in fruttosio ed è per questo che il miele è da considerare un cibo molto energetico e dolcificante. Per fare un esempio tra i mieli delle nostre Alpi da usare per la nostra colazione: il miele di rododendro. E’ un tipo di miele che viene prodotto in tutto l’arco alpino, in Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige e in parte anche in Friuli-Venezia Giulia. La produzione è molto irregolare, a causa delle variabili condizioni meteorologiche e quindi la sua produzione è limitata. Insieme alla melata d’abate e ai millefiori di alta montagna – tutti prodotti sopra i 1.200m – il miele di rododendro è tutelato da Presidìo Slow Food. E’ amato perché raccolto in zone incontaminate e per i suoi profumi fini e i sentori delicati di lampone, anguria, muschio, timo e fiori chiari.

A mezza mattinata, tra una pista e l’altra, sarebbe meglio fare uno spuntino, un paio di mandarini, fichi secchi, noci e mandorle o uno yogurt. Anche se non sentiamo la necessità di bere a causa del freddo, ricordiamo di reintegrare i liquidi non dimenticandoci di bere acqua. Il cioccolato non è vietato, meglio però se fondente. Per chi prosegue con l’attività sportiva per l’intera giornata, è fondamentale che il pranzo non sia troppo pesante, perché durante la digestione il sangue confluisce verso l’apparato digerente, “appesantendo” il cervello e le altre parti del corpo. A fine giornata, ancora una volta il solito tagliere ricco di salumi e formaggi di montagna, accompagnato da un bicchiere di vino rosso (non di più), sarà una tentazione irresistibile. Facciamoci tentare, ma non dimentichiamoci che frutta e verdura apportano i sali minerali, le vitamine, le fibre e l’acqua necessarie al nostro corpo. Ammettiamolo… le verdure erano proprio il nostro ultimo pensiero! Una zuppa calda di verdure, legumi o cereali farà al caso nostro. Ecco una ricetta per chi ha voglia di provare.

Zuppa di Cavolo nero e grappa
Ingredienti per 6 persone: un cavolo nero, 250g di patate, 150g di cicerchia, 1 porro, un bicchierino di grappa, dadini di pane abbrustolito, olio extra vergine d’oliva, sale e pepe.
Preparazione: nettare e lavare le foglie del cavolo, tagliarle grossolanamente; lavare, sbucciare e tagliare a cubetti le patate; lavare e tagliare a rondelle il porro. In un tegame far saltare il cavolo e il porro, poi aggiungere la cicerchia (che deve essere stata posto in ammollo la sera prima) e le patate. Aggiungere tre litri d’acqua circa e lasciare cuocere a fiamma bassa per circa 3/4 ore. A fine cottura spegnere il fuoco e aggiungere il bicchierino di grappa. Regolare di sale e pepe. Servire aggiungendo i crostini di pane e un filo d’olio extra vergine a crudo.