Se il tuo marchio ha appena stabilito il nuovo record di vendite, superando per la prima volta il milione di vetture consegnate in tutto il mondo, ma nel mercato che ti compete le cose continuano ad andare così così, qualche cosa da aggiustare c’è sicuramente. Skoda macina successi a livello globale, con 1.037.200 auto consegnate nel 2014 e una crescita del 12,7%, ma in Italia fa fatica, con 14.200 veicoli immatricolati che sono pur sempre il 17,3% in più dell’anno precedente, ma equivalgono a una quota di mercato che non supera l’1%. Un po’ poco per una Casa che fa ottime automobili, può sfruttare le migliori tecnologie del gruppo Volkswagen e da un paio d’anni ha pure un design gradevole e coerente. In Skoda lo sanno bene e la sfida per conquistare qualche punto percentuale è presa molto sul serio.

Skoda Fabia Wagon laterale

Purtroppo però, questa Fabia Wagon difficilmente potrà essere molto utile alla causa. Il problema non è l’auto in sé, che anzi è ricca di pregi e avara di difetti, ma il gusto del pubblico italiano. Da noi le station wagon piccole sono auto di nicchia. La Renault Clio Sporter ha avuto un discreto successo, sull’onda lunga di quello della berlina, ma in Italia chi vuole un’auto compatta e spaziosa si rivolge al ricchissimo mercato delle piccole monovolume o delle B-Suv: Fiat 500L, Ford EcoSport, Opel Mokka, Peugeot 2008, Renault Captur eccetera. La scelta dell’auto, quindi, rimane sempre un fatto culturale, con motivazioni d’acquisto che possono essere lontanissime tra loro, anche all’interno della stessa aerea geografica. Diversamente non si potrebbe spiegare il successo europeo della Fabia Wagon, che nelle due generazioni precedenti ha venduto oltre 1,1 milioni di esemplari nel Vecchio Continente.

Con questi numeri in testa, la osserviamo per qualche minuto e poi ci mettiamo al volante. Siamo su una 1.2 TSI da 110 CV con cambio automatico doppia frizione Dsg, allestimento top e qualche optional che fa la differenza, come il tetto in vetro panoramico. Peccato che in Italia questa combinazione non sia in vendita: al 1.2 TSI arriva solo a 90 CV ed è abbinato al cambio manuale a 5 rapporti, mentre il Dsg si può avere solo col diesel. Le parentele con le altre compatte di Wolfsburg sono evidenti, ma la plancia della Skoda ha comunque un suo stile, molto razionale e lineare. Il sedile si regola ampiamente e in maniera precisa (evviva la manopola dello schienale), la porta si chiude con un rumore solido e il motore si avvia silenzioso. Le strade intorno a Nizza sono abbastanza trafficate, ma la trasmissione a doppia frizione è il migliore degli anti-stress e la Fabia Wagon scivola via con un filo di gas. Lo sterzo è leggero ma preciso e l’assetto ha una compostezza esemplare: non fa “piegare” troppo l’auto nelle curve ma nemmeno saltare le otturazioni sui dossi rallentatori.

Skoda Fabia Wagon posteriore

In autostrada, poi, la piccola Skoda sfrutta tutta “l’avanguardia della tecnica” di cui dispone e lo slogan rubato ai cugini di Audi rende bene l’idea sulle sensazioni che si provano a bordo. Per essere una segmento B (quindi del segmento di Punto e Fiesta) con le sospensioni posteriori a ruote interconnesse e il vecchio pianale PQ25 se la cava davvero egregiamente. Infatti, la nuovissima piattaforma modulare Mqb è stata utilizzata solo per il 40% dell’auto: motori, servosterzo elettromeccanico e impianto elettrico. Per il resto gli ingegneri cechi sono intervenuti sul materiale precedente e lo hanno fatto con grande maestria, se si pensa che la Fabia ha ottenuto cinque stelle nel crash test EuroNCAP, ed è stata l’unica “supermini” tra le tredici testate nel 2014 ad averlo fatto, tanto che ha ricevuto il premio Best in Class.

Difetti? L’unico importante, tanto fastidioso quanto facilmente risolvibile con un piccolo aggiornamento software (che, a quanto dice Skoda, arriverà nei prossimi mesi), riguarda la funzione MirrorLink del sistema di infotainment, che trasferisce sul display di bordo da 6,5 pollici la stessa schermata dello smartphone. Il problema è che se si usa l’app del navigatore, quella della radio viene disattivata, così si rimane in silenzio per decine di chilometri in attesa dell’indicazione successiva. Le altre mancanze, se così si possono definire, sono più che altro di natura commerciale. Considerato il desiderio di crescita del marchio, la garanzia minima di 2 anni appare un po’ striminzita, mentre il listino prezzi (circa 800 euro in più della berlina), è più vicino alla parte alta del mercato che a quella bassa.

Skoda Fabia Wagon cruscotto

Skoda Fabia Wagon – la scheda

Che cos’è: la versione station wagon della Fabia di terza generazione; si posiziona nel segmento B, cioè quello di Volkswagen Polo, Ford Fiesta e Fiat Punto
Che cosa cambia rispetto alla Fabia berlina: fino al montante centrale nulla, poi la carrozzeria assume la forma station wagon. È più lunga di 27 centimetri
Principali concorrenti: non sono molte le piccole station sul mercato. La Fabia Wagon se la vedrà principalmente con Renault Clio Sporter e Seat Ibiza ST, e contenderà clienti alle piccole monovolume e Suv
Dimensioni: lunghezza 4,26 metri, larghezza 1,73, altezza 1,47, passo 2,47
Massa: da 1.079 a 1.210 kg
Bagagliaio: 530-1.395 litri
Motori a benzina: 3 cilindri aspirato 1.0 da da 75 CV, 4 cilindri turbo benzina 1.2 TSI da 90 CV
Motori diesel: 3 cilindri 1.4 TDI da 90 e 105 CV. Successivamente sarà introdotta anche la versione Greenline da 75 CV
Cambi: manuale a 5 rapporti di serie. Automatico doppia frizione Dsg a richiesta
La versione che consuma meno: la 1.4 TDI da 90 CV, omologata per un consumo medio di 3,4 litri/100 km
Trazione: solo anteriore
Piace: bagagliaio, spazio a bordo, comfort, comportamento sospensioni
Non convince: infotainment, garanzia di soli due anni
Produzione: Repubblica Ceca (Mlada Boleslav)
Prezzo: da definire, circa 800 euro in più della berlina, che parte da 11.390 euro e arriva a 20.630
In vendita: da marzo

Skoda Fabia Wagon bagagliaio