“In questa Repubblica fondata sul cazzeggio, col passare dei giorni l’ipotesi di una presidenza Magalli comincia ad apparire plausibile o comunque non scandalosa, specie quando si leggono certi altri nomi”. Massimo Gramellini dedica il suo Buongiorno (rubrica sulla prima pagina de La Stampa) a Giancarlo Magalli, che è al primo posto nel sondaggio lanciato dal nostro giornale sul successore di Giorgio Napolitano. Non solo: per sostenere la sua ascesa al Colle sono nate pagine Facebook petizioni su Change.org, e il 29 gennaio è stato organizzato un flash mob ad hoc in piazza del Quirinale.

Una candidatura, scrive Gramellini, che “nasce come scherzo goliardico, alimentato da un videosatirico dove il candidato coniava il tormentone ‘turbofregna’ (video di The Pills su YouTube al quale il conduttore ha partecipato, ndr)” . Poi che è successo? Che “il meccanismo pare sfuggito di mano e Magalli è diventato un pretesto o addirittura un simbolo. Tanto più provocatorio – prosegue Gramellini – quanto meno lo è la sua immagine pubblica, con quel sorriso e quel colletto entrambi sempre perfettamente stirati“.

Il conduttore è un candidato al Quirinale di cui “si ignorano le opinioni politiche“, dotato di una “ironia bonaria” che “in un Paese che pratica l’estremismo anche nella comicità, gli ha impedito di diventare personaggio”.

Ma chi è davvero Magalli? Per Gramellini “è l’italiano medio, dentro gli schemi ma fuori dai giochi. E in una fase di disgusto generalizzato per l’establishment, la sua carenza di requisiti finisce per fare curriculum“. In più, “si è pure scoperto che al liceo era in classe con Draghi e Montezemolo“.

Il giornalista scrive che lo showman “venne bocciato (sembra che Draghi non passasse i compiti), ma recuperò l’anno in una scuola privata del Nazareno, nelle stanze in cui Renzi e Berlusconi hanno sottoscritto l’omonimo patto”. Quindi, per lui, è “l’uomo del Nazareno“, passato “dai Fatti Vostri al Fatto Quotidiano“.