Dopo l’annuncio del Quantitative Easing europeo, dato dal governatore della Banca Centrale Europea, vorrei riprendere molto brevemente il mio post del  14 settembre scorso: “Bce, Mario ‘DrOghi’ superstar”.

Le facili previsioni dell’articolo si sono ovviamente avverate: il “super-Mario nazionale” ha effettivamente vinto le resistenze dei “falchi” tedeschi e dato il via al suo programma di Qe (a fronte di una quantità di “droga monetaria” decisamente superiore alle attese, 60 miliardi di euro al mese fino a settembre 2016 per un totale di circa 1.100 miliardi, si rileva quantomeno un compromesso con la politica di responsabilità voluta dalla Germania sul lato della spartizione del rischio sugli acquisti, l’80% del quale rimarrà in capo alle banche centrali nazionali degli stati spendaccioni beneficiari del “regalo”, mentre solo il 20% verrà spartito in modo indistinto su viziosi e virtuosi); l’euro si è indebolito in previsione della perdita di potere d’acquisto generato dalla manovra espansiva; le alternative di investimento citate nel post, dollaro e oro, hanno visto aumentare il loro valore (un vero peccato non aver citato il franco svizzero, ma del resto scrivo in su questo blog come umile attivista anti-tasse, non come consulente agli investimenti).

Oltre alle previsioni, confermo anche le mie opinioni nel merito degli effetti delle “sostanze stupefacenti” spacciate dalla Bce: l’espansione monetaria è una forma di tassazione, che trasferisce risorse reali dal mercato alla politica (tramite effetto Cantillon, tramite drenaggio fiscale e tramite default mascherato sui debiti statali)…e ogni aumento di tassazione non può che danneggiare l’economia, sempre, comunque e ovunque. Lo scopo a cui la ricchezza così espropriata viene destinata, poi, è sempre lo stesso: ripianare il debito accumulato dagli Stati ipertrofici e spendaccioni, così da consentire loro di farne dell’altro, a spesa clientelare invariata o addirittura aumentata. Nel lungo termine, però, ogni evasione dalla realtà deve fare i conti con il fatto che quest’ultima ha la testa dura, e tutti gli effetti apparentemente positivi di “soluzioni” illusorie sono ampiamente compensati dalle inevitabili ricadute negative, tipiche delle tossico-dipendenze, chimiche o monetarie che siano.

Aggiungo comunque che, se da una parte la tassazione monetaria è una delle più dannose, in quanto subdola, occulta e non percepita dai sudditi tartassati (che, anzi, in genere la accolgono esultanti ed allegri, inebriati da mitologie economiche come quelle sulla “svalutazione competitiva”, sulla “spirale deflattiva” e sulla “stampa di denaro che crea ricchezza”), d’altra parte è anche una di quelle più facili da evitare, almeno parzialmente, da parte di chi abbia le risorse e le conoscenze adatte: se davanti alle cartelle (pazze o meno) di Equitalia c’è spesso ben poco da fare, davanti a una tassazione monetaria ci sono diversi modi di difendersi, e probabilmente, per chi è particolarmente abile, persino di guadagnare. E non solo “rifugiandosi” lontani dall’Europa e dall’euro, ma paradossalmente anche abbracciando, nel breve periodo, la bolla economica che la droga monetaria inevitabilmente creerà: prima del “down”, le sostanze stupefacenti provocano sempre abbondante euforia, e se proprio vogliamo o dobbiamo frequentare tossico-dipendenti, la scelta del timing è molto importante.

In conclusione: lo show dello “stupefacente Mario” è iniziato. La crisi è finita, ci aspetta una grande vivacità nelle borse e persino nell’economia reale: Renzi e i suoi successori potranno assumere altri bidelli e altre guardie forestali (magari aiutandosi con l’imminente aggressione fiscale sui patrimoni), le pensioni dorate di politicanti e burocrati saranno salve per ancora qualche tempo. Tanto, si sa: “posso smettere quando voglio”.