Il paese è Gey, una frazione del comune di Hürtgenwald, ad una cinquantina ad ovest di Colonia, in Germania. L’auto è una Renault Zoe. E l’iniziativa è una formula di car sharing: di questi tempi non sarebbe una grande notizia, se non fosse che l’iniziativa riguarda una comunità di 1.900 anime, e che agli abitanti non è costata niente. Perché la vettura, verde (nella foto di AutoBild), è tappezzata con i marchi di varie aziende locali – sono sponsorizzati perfino i cerchi – che hanno coperto i costi iniziali: 16.000 euro.

L’auto del car sharing “di paese” è a disposizione di tutti i residenti, a patto che abbiano la patente. La tariffa massima è di 20 cent al chilometro e di 2 euro l’ora, ma chi la usa spesso paga di meno, anche se deve versare di più come quota fissa. La prenotazione è semplice: un’occhiata in internet sulla specifica piattaforma o, meglio ancora, una telefonata a Sylvia, una delle anime del progetto. La Zoe di Gey ha un proprio parcheggio fisso, centralissimo e controllatissimo: giusto davanti alla caserma dei Vigili del Fuoco.

La scelta di puntare su un veicolo elettrico, malgrado l’autonomia più limitata rispetto ad un’auto ad alimentazione termica, è stata degli abitanti: “La gente ha dato grande importanza a questo aspetto”, ha spiegato agli organi di informazione Helmut Rößeler, il capofrazione in quota cristiano sociale (CDU), il partito di Angela Merkel. Che parla di un raggio d’azione di Zoe fra i 150 ed i 200 chilometri, anche se finora il tragitto massimo è stato di 90.

Dopo una fase di test, il servizio è scattato il 13 gennaio. Una persona è rimasta “a secco”, ma Rößeler ha fatto sapere che è successo ad appena un chilometro dal paese: la vettura è stata rimorchiata per poi farle il pieno di energia. Nessun altro inconveniente. Caso chiuso, anche perché la Dorf-Auto di Gey (l’auto di paese di Gey) dispone di una presa di emergenza per la ricarica. Il suo utilizzo è variegato: chi la usa per fare la spesa, chi per andare dal medico e chi, addirittura, per andare in discoteca: “E chi guida non beve”, assicura il capofrazione. Mettere in piedi un progetto simile, anche attraverso uno dei piani comunitari per lo sviluppo rurale, non è semplice: “Ci vuole una comunità impegnata”.