La Procura di Bologna ha aperto un’inchiesta sulla trascrizione delle nozze gay all’estero decisa nei mesi scorsi dal sindaco Pd, Virginio Merola. La prefettura di Bologna si era opposta nei giorni successivi e aveva cancellato gli atti ritenendoli illegittimi. Il fascicolo dei pm, per ora senza ipotesi di reato, nasce da un esposto presentato nei giorni scorsi da un cittadino. “Si tratta di doverosi accertamenti preliminari”, ha spiegato il procuratore aggiunto Valter Giovannini. La Polizia si è già presentata in comune per acquisire gli atti.

Il caso di Bologna arriva a pochi giorni da quello di Milano. Sabato 17 gennaio il sindaco Giuliano Pisapia aveva detto di essere indagato dalla Procura della sua città per avere aperto il registro delle trascrizioni dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, 12 in tutto s Milano e per essersi rifiutato di cancellarle come chiesto dal Prefetto. Due giorni dopo il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati aveva però smentito il primo cittadino, spiegando che l’inchiesta era contro ignoti. In quel caso a presentare denuncia era stato un gruppo di cittadini di area cattolica.

Ora arriva il caso di Bologna con la sua inchiesta. Tutto era iniziato il 21 luglio 2014 con la decisione di Merola, di seguire l’esempio di alcuni suoi colleghi di altre grandi città, e far partire le trascrizioni (che hanno un valore solo certificativo e non comportano il riconoscimento in Italia del matrimonio). Subito però era arrivato l’altolà del prefetto Ennio Mario Sodano, che aveva chiesto la cancellazione anche in virtù di una discussa circolare del ministro degli interni Angelino Alfano. Merola aveva subito risposto: “Io questa cancellazione non la farò perché contrasta con il diritto europeo, con la nostra Costituzione, con il diritto delle persone che hanno chiesto la trascrizione, con la storia e il futuro della città che ho l’onore di rappresentare, che non vuole cittadini di serie A e serie B, e con la mia coscienza”. Merola aveva però lasciato intendere che non si sarebbe opposto ‘materialmente’ alle cancellazioni. “Risponderò in queste ore al Prefetto perché provveda lui al concreto annullamento e informerò le persone direttamente interessate dalla decisione di annullamento del Prefetto, perché almeno possano valutare le azioni legali a loro tutela”, aveva spiegato il sindaco. E infatti dopo pochi giorni un funzionario prefettizio aveva materialmente cancellato gli atti.