In queste settimane la cupola europea trema di paura perché la vittoria di Syriza in Grecia gli sta scombinando tutti i i piani. Lor signori, dopo aver praticato con determinazione degna di miglior causa, le politiche di austerità che hanno prodotto una disoccupazione di massa, adesso stanno perseguendo le “riforme strutturali”, cioè la libertà di licenziamento e la privatizzazione del welfare. Tutto questo cambiando i linguaggi – non vi è più alcun alfiere dell’austerità – ma senza cambiare le politiche. Addirittura, attuando un ricatto vergognoso, cioè in cambio delle “riforme strutturali” si promettono elemosine in merito ai vincoli di bilancio: dopo aver tagliato miliardi a decine, promettono qualche milione in cambio della riduzione strutturale del potere dei lavoratori.

E’ evidente come la vittoria di Syriza in Grecia costituisca un pesante intoppo a questa strategia che si basa su un punto fondamentale: tutti i governi si lamentano, ma tutti i governanti accettano ubbidienti di applicare le misure imposte dalla Merkel e comunemente accettate a livello europeo.

Il governo di Syriza evidenzierebbe che il re è nudo e se un governo non accetta il prezzo del ricatto, il meccanismo si inceppa. Per questo gli eurocriminali, che vogliono continuare a strozzare i popoli europei, vogliono uccidere nella culla il governo di Syriza presieduto da Tsipras.

L’idea che la Bce possa non acquistare i titoli greci o lasciare il rischio degli stessi a carico degli stati nazionali è una follia che – per uccidere il futuro governo di Syriza e non cambiare politica – porta alla deflagrazione l’Europa e apre la strada alla fine dell’Euro. La Bce preferisce evidentemente i fascisti della Le Pen all’uscita dalla crisi proposta dalla Sinistra Europea. E’ infatti chiaro come ogni ipotesi che ponga la Grecia nelle condizioni di non poter finanziare le proprie spese, apra la strada alla deflagrazione dell’area euro, con un costo altissimo per ogni singolo stato e quindi per i cittadini greci ed europei. La linea del “rigore”, basata sul fatto che i greci devono pagare i propri debiti (che oramai sono integralmente dovuti ai tassi di interesse da usura che i greci pagano), è quindi la via più rischiosa e contemporaneamente più costosa per tutti.

Al contrario, gli eurocriminali cercano di far credere che la socializzazione dei debiti sovrani – ponendoli in carico in tutto o in parte alla Banca Centrale Europea – proposta da Tsipras sarebbe pagata dai cittadini degli altri paesi. Si tratta di una completa falsità. Se la socializzazione del debito producesse infatti una certa svalutazione dell’Euro questo sarebbe una cosa positiva e favorirebbe sia le esportazioni che la ripresa di un minimo di inflazione e aprirebbe uno spazio per l’aumento generalizzato dei salari. Inoltre, la presa in carico dei debiti da parte della Bce non avrebbe nessun effetto negativo: negli Stati Uniti negli ultimi sei anni la Federal Reserve ha prestato al governo statunitense 4.500 miliardi di dollari a tasso di interesse pari a zero e questo ha favorito l’economia statunitense.

Il nodo che gli eurocriminali vogliono nascondere è che la socializzazione dei debiti pubblici produrrebbe un gioco a somma positiva per tutti i paesi europei, permettendo a tutti i paesi – a partire dall’Italia  – di sottrarsi al ricatto della speculazione e quindi di poter abbandonare le politiche di austerità e dar vita ad un New Deal europeo, basato sulla creazione di milioni di posti di lavoro nei settori utili socialmente.

Per questo occorre sostenere Syriza: perché le proposte di Syriza non vanno solo a favore del popolo greco ma di tutti i popoli europei e perché gli interessi del popolo greco coincidono con gli interessi degli altri popoli europei. A differenza di quanto ci vogliono far credere la Merkel e Salvini, non sono i popoli europei ad avere interessi tra loro contrapposti. La contraddizione non è tra paesi ma tra classi. I nemici dei popoli europei sono i banchieri, gli speculatori, le grandi multinazionali e la cupola europea che di quei poteri forti è espressione organica. Per questo occorre sostenere Syriza, prima e dopo le elezioni!

Qui la petizione a sostegno di Syriza