Primo scontro di terra tra un esercito occidentale e i miliziani dello Stato Islamico. Nei giorni scorsi, le forze speciali canadesi sono finite sotto il fuoco dei combattenti fedeli all’autoproclamato califfo, Abu Bakr al-Baghdadi, mentre stavano svolgendo una sessione di addestramento al fronte con un gruppo di soldati iracheni. Lo riferisce il generale dello Stato maggiore, Michael Rouleau: “I miei soldati avevano completato una seduta di pianificazione con alti dirigenti iracheni, diversi chilometri dietro le linee del fronte – ha spiegato – Quando si sono spostati in avanti per confermare in prima linea quanto deciso, al fine di visualizzare quello che avevano discusso su una mappa, si sono trovati sotto il fuoco di mortai e mitragliatrici”.

Le forze speciali canadesi, come le truppe di altri Paesi occidentali impegnate in Iraq, stanno fornendo addestramento e sostegno logistico all’esercito iracheno e ai combattenti curdi impegnati nella lotta al califfato islamico, ma non svolgono azioni militari. “I soldati canadesi non partecipano ai combattimenti attivi – continua Rouleau – ma hanno comunque il diritto di difendersi nel caso in cui vengano attaccati”. Il generale continua spiegando che i soldati di Ottawa hanno utilizzato il fuoco dei cecchini e neutralizzato l’attacco nemico senza conseguenze negative per loro o per i militari iracheni.

Il Canada ha dispiegato 600 truppe speciali nel Paese, uomini e donne, che partecipano ai raid aerei della coalizione, insieme a 6 jet da combattimento CF-18, un aereo cisterna di rifornimento e due aerei di sorveglianza. Sessanta soldati delle truppe speciali hanno il ruolo di assistere e addestrare le forze di sicurezza irachene nell’uso di lanciagranate, tecniche di precisione, sistemi di posizionamento globale, mortai e disinnescare bombe.