Il Jonathan di Siracusa e l’Alba Chiara di Cagliari sono in stato di fermo al porto di Alessandria d’Egitto. Ancora non è chiaro il numero di italiani presenti negli equipaggi dei due pescherecci ma al momento la magistratura egiziana non sarebbe ancora intervenuta con un’ordinanza di sequestro.

Secondo quanto ricostruito da una fonte diplomatica italiana a ilfattoquotidiano.it, ieri pomeriggio la Guardia Costiera egiziana avrebbe fermato le due imbarcazioni per aver violato la Zona Economica Esclusiva (ZEE) territoriale egiziana durante una battuta di pesca.

Questa mattina intorno alle 3 locali (le 2 italiane), i pescherecci sarebbero dunque giunti al porto di Alessandria scortati dalle autorità egiziane che in queste ore stanno accertando la posizione degli equipaggi. Ieri la notizia, diffusa inizialmente dai motopesca presenti nello stesso tratto di mare e dai familiari delle persone a bordo, è stata confermata in serata dalla Farnesina.

Secondo quanto riportato dall’Ansa, non ci sarebbero membri dell’equipaggio sardi a bordo del peschereccio Jonathan registrato a Cagliari ma di stanza a Riposto nel Catanese. Questa imbarcazione, il cui armatore è siciliano, si trova nelle acque sarde circa sei/sette mesi l’anno e lavora nel sud Sardegna. Prima di essere fermata era in trasferimento dalla Grecia. Il rappresentante legale, Renato Murgia, sempre all’Ansa aveva dichiarato ieri di non conoscere i motivi di quello che inizialmente era stato definito un sequestro.

La ZEE è regolata dal trattato internazionale di Montego Bay, a cui l’Egitto e l’Italia aderiscono, e consiste “nell’area di mare che si estende per 200 miglia nautiche dalla linea di base in cui lo Stato costiero può esercitare il diritto di sfruttamento esclusivo delle risorse naturali”. Secondo l’articolo 19 della Convenzione, la pesca nell’area esclusiva territoriale è considerata tra le attività “pregiudizievoli per la pace, il buon ordine e la sicurezza dello stato costiero”.

La violazione del trattato di Montego Bay, secondo quanto riportato da fonti diplomatiche a ilfattoquotidiano.it, potrebbe comportare la confisca dei pescherecci e un’ammenda pecuniaria per gli armatori mentre non ci sarebbe nessun risvolto penale per quanto riguarda l’equipaggio. La magistratura egiziana, invece, non sarebbe ancora intervenuta con nessuna ordinanza, un fattore che renderebbe imminente la soluzione della vicenda che, come confermato dalla Farnesina, è seguita attentamente dall’Ambasciata del Cairo.