Il nome che compare sulla copertina di febbraio dell’edizione inglese di Cosmopolitan è quello di Shafilea Ahmed, accanto alla foto di una ragazza che cerca di liberarsi da una trappola. Per aprile la rivista e “liberare” l’immagine della giovane, il lettore sarà costretto a rompere la spessa pellicola di plastica che ricopre tutto il giornale. La stessa con cui Shafilea Ahmed è stata uccisa a 17 anni dai suoi genitori, soffocata con un sacchetto perché aveva rifiutato di sposare l’uomo che avevano scelto per lei. Nella camera di Shafilea, ragazza di origini pakistane ma nata e cresciuta nello Yorkshire, la polizia ha trovato diverse poesie. Tra queste “I feel trapped” (“Mi sento in trappola”) in cui l’adolescente raccontava la sua vita senza speranza e i tentativi di scappare di casa per fuggire alle pressioni della sua famiglia. Un femminicido accaduto nel 2003, pochi mesi dopo un tentativo di suicidio da parte della ragazza.

“Ha bevuto della candeggina durante un’interruzione di corrente, scambiandola per succo di frutta”, aveva detto suo padre. Ma secondo gli investigatori Shafilea voleva togliersi la vita per evitare il matrimonio combinato che i suoi genitori, il tassista Iftikhar Ahmed e Farzana Ahmed, le avevano imposto durante l’ultimo viaggio in Pakistan. Un rifiuto che, dopo anni di abusi, si è concluso con il soffocamento della ragazza, avvenuto davanti ai suoi stessi fratelli. Un omicidio che rischiava di rimanere impunito per mancanza di prove. Tanto che 2012 per portare alla condanna a 25 anni di carcere di sua madre e suo padre, è stata determinante la confessione della sorella minore di Shafilea, Alesha Ahmed. “I miei genitori l’hanno uccisa infilandole una borsa di plastica in bocca – ha raccontato la ragazza – Poi mio padre ha minacciato di ucciderci, se avessimo raccontato cosa avevamo visto”.

La copertina di Cosmopolitan, ideata da Leo Burnett Change, è parte di una campagna che la rivista sta portando avanti insieme alla onlus Karma Nirvana. Obiettivo dichiarato: fare pressione per la creazione di una legge contro i matrimoni combinati. Perché l’omicidio di Shafilea nel Regno Unito è diventato il simbolo della lotta contro la violenza di genere e quelli che sono chiamati i “delitti d’onore”. Difficile avere una stima precisa, ma si ritiene che negli ultimi cinque anni nel Regno Unito si siano consumati almeno 29 casi mentre solo nel 2014 sono stati denunciaci più di 1.300 possibili matrimoni forzati. La Gran Bretagna ha scelto un giorno per non dimenticare questa violenza: il 14 luglio, il giorno del compleanno di Shafilea, una giovane ragazza che sognava di diventare avvocato. E che se non fosse stata soffocata dai suoi genitori, oggi avrebbe 28 anni.