“L’Islam è compatibile con la democrazia”. Lo ha detto Francois Hollande durante un discorso all’Istituto del mondo arabo a Parigi per ribadire come non vi sia connessione tra religione e gli attentati che hanno colpito la capitale francese nelle ultime settimane. Un gesto di avvicinamento nei confronti della comunità musulmana che, dopo l’attacco a Charlie Hebdo e al negozio kosher, ha conosciuto un’ondata di islamofobia che ha fatto registrare, nei giorni seguenti, almeno 50 episodi contro edifici o membri della comunità musulmana. Intanto, centinaia di persone hanno partecipato ai funerali di BernardTignous” Verlhac, a Montreuil, appena fuori Parigi, e di George Wolinski, cremato a Père-Lachaise.

I funerali di Wolinski e Tignous, addio a ritmo di jazz
Una colonna sonora jazz ha introdotto i funerali del vignettista Tignous, una delle 12 vittime dell’attacco al Charlie Hebdo. Una cerimonia che ha ricalcato lo stile del disegnatore e di tutta la redazione del settimanale, che usa la satira anche per raccontare gli eventi più drammatici. Il corpo è arrivato davanti al Municipio di Montreuil atteso da centinaia di persone, che lo hanno applaudito, e all’interno di una bara non verniciata, sulla quale gli amici e colleghi hanno scritto il loro pensiero e disegnato vignette. Tra i presenti, la ministra della Cultura, Fleur Pellerin, la giornalista ed ex collaboratrice del settimanale, Caroline Fourest. “Si può disegnare tutto, incluso il profeta” Maometto, ha commentato la ministra della Giustizia francese, Christiane Taubira. Folla anche per dare l’ultimo saluto a Wolinski. La cerimonia dell’ex disegnatore di Linus è iniziata con un’ora di ritardo al crematorio del cimitero di Père-Lachaise, come si legge su Le Parisien. Oggi in Francia sono previsti i funerali del poliziotto Franck Brinsolaro, della psichiatra Elsa Cayat, dell’economista e giornalista Bernard Maris e del disegnatore Georges David Wolinski.

Il primo ad essere seppellito, nella mattina di mercoledì, era stato Jean Cabus, alias Cabu, inumato nel piccolo cimitero di Chalons-en-Champagne, cittadina a duecento chilometri a est di Parigi in cui era nato 76 anni fa. La cerimonia, riferisce France Info, si è svolta nella massima discrezione, con fotografi e telecamere bloccati fuori dal cancello del camposanto. Erano presenti una sessantina di persone, tra cui il disegnatore Luz, che firma la copertina del numero di Charlie Hebdo in edicola oggi. Ci sono stati alcuni discorsi di commemorazione, punteggiati da arie jazz, la seconda passione di Cabu dopo il disegno.

Venerdì, infine, ci sarà il funerale del direttore di Charlie Hebdo Stephane Charbonnier, Charb, nella cittadina della banlieue parigina di cui era originario, Pontoise, dove risiedono ancora i suoi anziani genitori. La sepoltura, nel piccolo cimitero locale, avverrà “nella più stretta intimità”, nel primo pomeriggio, ma in mattinata sarà organizzato “un grande incontro di raccoglimento”, a cui saranno presenti la famiglia e la redazione del settimanale satirico, oltre al sindaco e al consiglio comunale.

Hollande: “Distinguere tra estremismo e religione”
“Abbiamo  un dovere di solidarietà nei confronti del mondo arabo“, ha detto il presidente francese che ha voluto focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle ritorsioni nei confronti dei cittadini di fede islamica, dopo gli attentati a Charlie Hebdo e al negozio kosher. La Francia, ha continuato, si impegna a “difendere tutti i suoi cittadini”, indipendentemente dalla loro fede: “Gli atti contro i musulmani, così come l’antisemitismo, devono essere non solo denunciati, ma puniti con severità“. Hollande ha sottolineato come il fanatismo religioso e il fondamentalismo si nutrano di situazioni di tensione e odio come quelle che nascono dopo attentati come quelli di Parigi. Una provocazione alla quale la comunità non deve cedere, altrimenti verrà sconfitta dagli estremismi: “Il fondamentalismo islamico si nutre di tutte le contraddizioni, delle povertà, dei conflitti non risolti da troppo tempo, e sono i musulmani ad esserne le prime vittime”, ha continuato, ribadendo che si devono “evitare confusioni” tra estremisti violenti e fedeli musulmani.

Il compito della società civile e delle istituzioni, dice Hollande, è quello di agire “con fermezza di fronte a chi aggredisce luoghi di culto, siano essi moschee, sinagoghe o chiese. Dobbiamo combattere gli atti contro i musulmani, così come quelli antisemiti, che vanno puniti con severità. La Francia vuole essere un punto di riferimento e un esempio, nulla va tollerato”. Gli estremismi, secondo il presidente, si combattono solo favorendo “la nascita di una società civile esigente”, promuovendo la risoluzione dei conflitti e fare in modo che si possa creare, “tra le due rive del Mediterraneo, un’unione che non sia solo di cuore e di ragione, ma una vera unione economica e culturale”.

Libération, pubblicata copertina “blasfema”
Nel giorno in cui in Francia tiene banco il tema della libertà d’espressione, dopo gli attentati a Charlie Hebdo e l’arresto del contestato comico Dieudonné M’bala M’bala, il quotidiano Libération, che da subito si è schierato dalla parte del settimanale satirico ospitando giornalisti e vignettisti nella propria redazione, esce con una prima pagina tappezzata di frasi blasfeme. Nessuna distinzione religiosa, a finire nel “bersaglio” del giornale sono finiti sia il cristianesimo che l’Islam, fino all’ebraismo e al buddismo. La prima pagina di Libération non risparmia nessuno. prima pagina liberation

Una scelta, quella della redazione, destinata a fomentare le polemiche già vive nel paese, dopo la decisione dei giudici di arrestare, ieri, Dieudonnè, dopo la sua pubblicazione su Facebook di un post in cui scriveva “Je suis Coulibaly“. In molti hanno interpretato il messaggio del comico come un gesto di solidarietà nei confronti della redazione di Charlie Hebdo, ma, allo stesso tempo, anche come un “ringraziamento” ad Amedy Coulibaly, autore dell’attentato dentro il negozio kosher nel quale hanno perso la vita persone di fede ebraica. “Apologia di terrorismo“, questa l’accusa che ha portato all’arresto dello show man e la sua detenzione ai domiciliari. Gli spettacoli di Dieudonné avevano già ricevuto, in passato, molte critiche e l’uomo è stato più volte accusato di antisemitismo.

L’arresto ha sollevato il dibattito, con una parte dell’opinione pubblica che sostiene come in Francia vengano utilizzati due pesi e due misure. Una garanzia di libertà che, secondo molti, non può essere toccata quando ci si riferisce alla religione musulmana, come nel caso di Charlie Hebdo, ma che sarebbe inaccettabile quando ad essere presi di mira sono, invece, altre religioni, come quella ebraica. Libération decide quindi di applicare una provocazione a 360 gradi: nessuna religione è stata risparmiata.

La vignetta di Hamas contro Charlie Hebdo – I palestinesi di Hamas hanno condannato l’ultimo numero della rivista satirica francese Charlie Hebdo, uscita con una nuova caricatura del profeta Maometto in copertina. Sul quotidiano ufficiale del gruppo, Felesteen, si legge che la libertà di espressione non permette di insultare il profeta ed è stata pubblicata una vignetta che rappresenta una mano che fa un segno di stop a un’altra mano, che impugna un pennello a forma di diavolo. Sotto la prima mano appare la scritta “Tutto tranne il Profeta“, mentre sotto quella con il pennello si legge “Libertà di espressione“. Anche il dirigente di Hamas Izzat Risheq ha dichiarato che la pubblicazione delle nuove vignette di Charlie Hebdo “getta benzina sul fuoco”.

felesteen 360