Provaci ancora Woody Allen. Il regista newyorchese, 79 anni, autore di 46 lungometraggi cinematografici, girerà una serie tv per Amazon. Dopo quattro decenni di film su grande schermo, l’esordio di Allen dietro la macchina da presa è del 1966, ecco il primo approdo seriale alla televisione, perlopiù in streaming. L’annuncio è stato dato dalla compagnia di Jeff Bezos, dopo la prima doppia vittoria ai Golden Globe 2015 con la serie tv Transparent, record assoluto per una trasmissione in streaming. Amazon ha spiegato che l’operazione Allen è inserita in un striscia di spettacoli di mezz’ora, ancora senza titolo, che faranno il loro debutto nel 2016.  “Non so come siamo arrivati a questo”, ha risposto Allen in un comunicato ufficiale. “Non ho idea di cosa farò, e non sono nemmeno sicuro da dove comincerò”. La serie, come altre produzioni televisive originali Amazon, sarà disponibile esclusivamente sul loro servizio Prime Instant Video per gli spettatori di Stati Uniti, Gran Bretagna e Germania. Il servizio costa 99 dollari, in abbonamento annuale, e si inserisce in un’offerta più ampia di intrattenimento che prevede anche la vendita online di altri servizi e prodotti audiovisivi.

L’arruolamento dell’autore di Io e Annie arriva in uno dei momenti più evidenti di stagnazione nella sua carriera, sia creativamente che, soprattutto negli Stati Uniti, economicamente rispetto alle cifre ricavate al box office per i suoi ultimi film. Roy Price, vice presidente degli Amazon Studios, si è detto entusiasta nel lavorare con un cineasta “che ha creato tra i miglior film di sempre”. Il progetto pare essere andato in porto dopo nemmeno un paio di incontri tra Allen e Price a New York. “Avevo sempre pensato che i personaggi e la commedia di Woody Allen si potessero tradurre splendidamente in tv, soprattutto ora con trame più serializzate e aprendo ad una sfumatura progressiva delle caratterizzazioni”, ha spiegato Price. “La mia ipotesi è che Roy Price rimpiangerà tutto questo”, ha risposto ironicamente Allen che dirige e porta a termine un film all’anno ininterrottamente dal 1982. Già in dirittura d’arrivo sugli schermi americani per la prossima estate è il nuovo lungometraggio interpretato da Emma Stone e Joaquin Phoenix.

Allen inizia il 2015 con un annuncio/evento in positivo dopo un 2014 piuttosto difficoltoso, iniziato nel febbraio scorso con le accuse pesantissime di abusi sessuali sulla 27enne figlia adottiva Dylan Farrow. “Mio padre, Woody Allen, mi ha molestata sessualmente quando avevo 7 anni”, ha spiegato la ragazza nella lettera pubblicata dal New York Times. I fatti, negati dal regista di Zelig, risalirebbero al 1992: “Queste cose accadevano regolarmente, e spesso, ed erano così abilmente nascoste a mia madre – lei mi avrebbe protetto se avesse saputo – che pensavo fosse normale”. Accuse che non hanno inficiato il rapporto di fiducia tra il mondo produttivo, nella fattispecie di una Amazon che con i suoi progetti in streaming sta aprendo una nuova stagione anche alle grandi firme del cinema statunitense, e l’attore/autore newyorchese. Durante il 2014 il mondo della tv a stelle e strisce ha registrato anche il tonante j’accuse della modella Janice Dickinson che ha puntato il dito su Bill Cosby, alias il signor Robinson della celebre e omonima serie tv, ancora oggi in attività su piccolo schermo. “Era il 1992 ed eravamo a Bali, durante una cena dopo la mia disintossicazione dall’alcol mi ha messo una pillola nel vino e poi mi ha violentata”, ha spiegato la donna ai giornali. Dopo di lei sono rifiorite le stesse accuse da altre attrici e colleghe di Cosby durante gli anni ottanta: ma pur dichiarandosi estraneo ai fatti, e non venendo incriminato ufficialmente di nulla, Cosby è stato subito bandito dagli schermi tv Usa della Nbc e di Netflix.