Una giornata di emergenza per gli astronauti della Stazione spaziale internazionale (Iss) si è trasformata in un inaspettato giorno libero. È sotto controllo la situazione a bordo della Iss, dopo l’allarme scattato questa mattina per una presunta fuga di ammoniaca in uno dei nodi di collegamento della casa dello spazio, abitata da sei astronauti: tre russi, due americani e l’italiana Samantha Cristoforetti. In serata la Nasa ha comunicato che si è trattato di un falso allarme dovuto al malfunzionamento dei computer di bordo. Mike Suffredini, responsabile della Iss per l’agenzia governativa, ha inoltre confermato che gli oltre 200 esperimenti in corso sulla stazione orbitale sono salvi. Nel primo pomeriggio, la stessa astronauta italiana aveva twittato: “Grazie a tutti per il vostro interesse. Siamo tutti al sicuro nel segmento russo”.

Poche ore prima era stata la stessa Nasa a rassicurare gli stessi astronauti. “La situazione generale è questa: stiamo ancora cercando di capire cosa sia successo. La buona notizia in questo momento è che non siamo del tutto convinti che si tratti di una vera perdita di ammoniaca”. Erano state le parole della sala di controllo Nasa di Houston, indirizzate al comandante della Iss Barry “Butch” Wilmore (a questo link è possibile ascoltare la diretta streaming delle comunicazioni audio/video tra l’Iss e la Nasa). “Abbiamo tutti i cervelloni che stanno dando un’occhiata e stiamo cercando di capire cosa sia successo esattamente – avevano comunicato dalla Nasa -. Vorremmo aver qualcosa in più da farvi fare ragazzi, ma per ora nulla. Quindi, godetevi il vostro giorno libero a sorpresa”.

I sei astronauti della Iss stanno bene. L’equipaggio, fino a nuovo ordine, resta ancora confinato nella sezione russa della Iss, mentre da Terra si sta completando l’esecuzione delle procedure per la messa in sicurezza della Stazione. Tra poche ore, se i controlli avranno dato esito positivo, agli astronauti sarà permesso di riaprire i portelli e rientrare in pieno possesso della Stazione. “C’è la possibilità – avevano ipotizzato gli esperti della Nasa – che si sia trattato di una combinazione di sensori difettosi, di un fallimento parziale dell’Mdm (uno dei computer di bordo, ndr) e di effetti termici, che tutti insieme, e nell’ordine sbagliato, hanno fatto sembrare questa cosa una classica perdita di ammoniaca”.

La giornata di Samantha Cristoforetti era cominciata con un post su Twitter. Un’altra affascinante immagine della Terra scattata dalla cupola, la speciale finestra sul mondo, di fabbricazione italiana. Un’immagine che mostrava “un cielo molto ventoso sulla penisola del Sinai”. Poi alcune ore di silenzio sui social. Ore concitate, fitte di comunicazioni con le stazioni di controllo a Terra. L’allarme di una fuga di ammoniaca scatta mentre in Italia si attende la notizia delle dimissioni del presidente della Repubblica. Manca un quarto d’ora alle 10. Gli astronauti sono costretti a indossare le maschere antigas e a rifugiarsi nel modulo russo, dove sono agganciate le capsule Soyuz, vere e proprie scialuppe di salvataggio. Sono addestrati a far fronte a questa emergenza e, all’occorrenza, sono pronti ad abbandonare la Stazione.

Passano un paio d’ore e nelle stazioni di controllo a Terra scatta un altro allarme. I sensori del modulo russo segnalano un incendio a bordo. Gli allarmi sono più di uno. Houston e Mosca, sempre in contatto radio con gli astronauti, chiedono conferma. “Niente fumo, né odori”, si sentono rispondere via radio. L’allarme incendio non trova riscontro nelle osservazioni degli astronauti. “Capita relativamente spesso che i sensori antincendio rilevino falsi positivi – si legge su Astronautinews.it – e la collaborazione attiva degli astronauti consente di accertare immediatamente la situazione”.

A bordo, intanto, non c’è un attimo di sosta. Continuano le operazioni previste dalle procedure di sicurezza. Nella sezione russa della Iss, infatti, gli astronauti, guidati dalle sale controllo missione a Terra, hanno attivato i sistemi che permettono di mantenere l’atmosfera respirabile. Da un lato, provvedono ad assorbire anidride carbonica dall’atmosfera della Iss tramite particolari filtri rigenerabili, dall’altro a generare ossigeno, scindendo per elettrolisi l’acqua. Non corrono pericolo. Per precauzione, però, in attesa dell’analisi di tutti i dati, molti apparati del segmento internazionale della Stazione, compresi gli esperimenti scientifici sono, intanto, stati spenti o disattivati.