Un successo che dura da quindici anni. In scena per la prima volta nel 2001, “Teatro-Cucina” è nato nel 2000 – ci sono voluti 18 mesi di gestazione prima del debutto – da un’idea di Valentino Infuso. Lo spettacolo, che porta la firma di Infuso assieme a quella di Elisabetta Faleni, racchiude la sua semplice meraviglia nel sottotitolo: “Intrattenimento conviviale in cinque portate e due atti”. Quello che succede, sul palcoscenico, per due ore abbondanti, è proprio questo: la fusione di due modi di intrattenere il pubblico, l’arte teatrale e quella gastronomica. Dal 13 al 28 gennaio lo spettacolo torna a Milano, all’Atelier di Teatro in Polvere.

teatro cucina 1Si apre il sipario ed ecco una grande tavolata a forma di ferro di cavallo: i posti a sedere sono trenta. Tanti, infatti, gli spettatori: questi prendono parte realmente allo spettacolo nel quale le pietanze prendono forma in diretta grazie alla maestria degli attori-cuochi. Odori, sapori, rumori, movimento: l’esperienza del gustare le pietanze, alla fine, diventa solo una delle tante. Tutti e cinque i sensi sono coinvolti e chi ha partecipato può affermare di essersi sentito completamente calato nei tempi e negli spazi della scena.

Le cinque portate che vengono create durante le due ore di spettacolo dai tre protagonisti sono ispirate alla tradizione italiana, affondando le radici in quella popolare partenopea, e riportano alla cucina delle nonne, accompagnate da racconti del passato e da quattro vini anche questi, come i cibi, tipici regionali. Ogni piatto è strettamente legato alla drammaturgia, che per questo cambia nello stile, passando dalla tristezza alla spensieratezza, in base a quello che viene preparato e servito.

Il menu è segreto, lo si scopre man mano che la storia prende forma. Musica e danza si fondono con gli ingredienti (quarantasei in tutto) usati per preparare le cinque portate. Qualche altro numero che riguarda questo spettacolo che ormai quasi quindici anni fa ha dato vita a un genere: centodieci piatti, novanta bicchieri, quattro quintali di farina, cinquecentosedici uova, oltre duecento repliche, diciotto personaggi, innumerevoli tentativi di imitazione.

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