Nel 2012 il quotidiano Il Mattino titolava A Grumo Nevano nasce la casa dell’immigrato. L’iniziativa partiva nel 2011 per merito dell’associazione Centro Astalli Sud che spinse il Comune di Grumo Nevano a partecipare al bando “sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati” nelle regioni meridionali, con il quale il Ministero degli Interni stanziava somme per progetti di politiche sociali. Il progetto “Né stranieri, né ospiti”, in sintonia con le politiche sociali dell’Unione Europea, aveva come obiettivo la ristrutturazione e l’ampliamento di un immobile di proprietà comunale e già destinato all’accoglienza di immigrati extracomunitari, richiedenti asilo, rifugiati o titolari di altre forme di protezione umanitaria. Lo scopo dell’intervento era quello di offrire sempre più servizi ai cittadini stranieri.

Il 13 dicembre 2011 il Ministero degli Interni, dipartimento della Pubblica Sicurezza, individuava come vincitori del bando 14 progetti, di cui cinque presentati da enti locali, tra cui quello del Comune di Grumo Nevano, che per l’assegnazione della somma di 346mila euro doveva rinnovare la convenzione con l’Associazione Centro Astalli Sud, cosa che veniva fatta il 3 agosto 2012  dalla precedente amministrazione comunale.

E poi? Dal 2012 ad oggi, il nulla, perché non sono stati mai messi in atto i bandi per le gare d’appalto per la realizzazione dei lavori, la cui conclusione è prevista entro il mese di giugno del 2015. Nell’ultimo tavolo di concertazione con il Ministero, l’amministrazione ha preferito rinunciare al finanziamento, evitando il rischio di iniziare i lavori e di non riuscire a completarli nei tempi previsti (già ampiamente prorogati), con potenziale aggravamento del bilancio comunale. Dopo tre anni di attesa, a giorni arriverà la comunicazione del Ministero, che informerà il Comune  e l’Associazione della revoca dei fondi.

La situazione attuale è quella di una struttura ancora bisognosa di interventi urgenti di manutenzione, per i quali non ci sono neanche più i fondi. E’ questo un ennesimo episodio di malagestione dei fondi europei, dove un’amministrazione ha fallito sia nella programmazione che nel coraggio politico di sostenere un progetto già finanziato.

Gli effetti di questa amara vicenda ricadono soprattutto sul Centro Astalli Sud, associazione di volontariato della provincia di Napoli, che si occupa di assistenza ed orientamento agli immigrati, operando  sul territorio da più di venti anni, grazie all’impegno di tanti volontari che si alternano periodicamente offrendo a titolo gratuito servizi come ospitalità notturna, erogazione pasti, distribuzione prodotti alimentari, corsi di lingua e cultura italiana, corsi di alfabetizzazione, assistenza socio-sanitaria e legale.

Nel corso degli anni ha realizzato progetti con il Ministero della Solidarietà, la Regione Campania, la Provincia di Napoli, la Fondazione per il Sud e numerose scuole del territorio. La sede di Grumo Nevano è ormai punto di riferimento per giovani, immigrati e non, dell’Ambito N17. I volontari del centro, da sempre in prima fila per “rompere ogni barriera” della discriminazione, nonostante l’impegno profuso nella realizzazione del progetto nei tempi stabiliti dal bando, sono per un’ennesima volta bloccati dalla burocrazia e dall’incapacità delle amministrazioni locali.

Quanto capitato all’associazione Centro Astalli Sud non è il primo e neanche l’ultimo episodio di malagestione dei fondi europei  che, purtroppo, nel Mezzogiorno d’Italia arrivano già col contagocce.

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