“M” come Milano, ma soprattutto come multietnica. Per tutta la settimana, il capoluogo lombardo si trasformerà in vetrina per talenti provenienti dalle cucine dei cinque continenti. “La cucina internazionale a Milano” è un ciclo di incontri organizzati in collaborazione con Identità Golose all’interno della rassegna “Milano multiculturale” che si terranno presso la Sala Sforza dell’Expo Gate (via Luca Beltrami, davanti al Palazzo Sforzesco). Protagonisti della “settimana golosa” saranno dieci cuochi pronti a rappresentare il proprio Paese e la propria cultura gastronomica.

Gli incontri saranno organizzati in due momenti della giornata: il primo dalle 13 alle 14 e il secondo dalle 18.30 alle 19.30. Ogni appuntamento avrà un protagonista diverso che cucinerà, racconterà la propria storia e presenterà un ingrediente tipico della propria terra. Il viaggio alla scoperta della cucina multietnica verrà inaugurato con le specialità malesi di Thora Keita del ristorante Bafalon, per proseguire verso sera con quelle tunisine di Mohammed Mabrouk, sous chef di Taglio. Martedì a pranzo ci si sposterà invece in Egitto con i piatti di Mohammed Alì del Pasto Giusto, mentre la sera, a salire in cattedra saranno il celebre trio della tradizione italo-nipponica milanese dell’Iyo. Il locale è nato nel 2006 per volontà di Claudio Liu, che insieme al maestro Haruo Ichikawa e allo chef Lorenzo Lavezzari hanno fatto nascere il primo ristorante giapponese in Italia a conquistare la stella Michelin.

Protagonisti della giornata di mercoledì saranno il Finger’s Garden di Roberto Okabe, con la sua cucina giapponese dalle influenze brasiliano-pauliste e quella peruviana di Manuel Garcia e Sara Torres, de La Peña de Pocho, che prepareranno il Tamal, un antipasto caldo tradizionale a base di carne di maiale e mais su foglia di banana. Giovedì sarà la volta del pollo freddo in salsa piccante di Guoqing Zhang del Bon Wei, zona Sempione e del Vietnamonamour di Catherine Blanchet. La chef franco-vietnamita, figlia di genitori in fuga da Hanoi e dal regime comunista, si dedica alla cucina abbandonando la sua laurea in storia dell’arte conseguita alla Sorbonne a Parigi. Apre così il suo ristorante in zona Piola insieme al marito Dario Arluno. All’Expo Gate cucinerà la tradizionale zuppa vietnamita.

Venerdì sarà la giornata dedicata al Congo e all’India. Nell’appuntamento delle 13, salirà in cattedra la bella chef Victoire Gouloubi del ristornare Victoire (via Accademia 56). Un sorriso sempre stampato sul volto, nonostante la triste storia della sua vita. La chef di Brazaville fuggì dalla sua città alla fine degli anni novanta a causa della guerra civile che devastò la Repubblica del Congo. Fuga nella foresta, miracoli vissuti sin dal giorno della sua nascita e una grinta pazzesca che l’hanno portata a lavorare in alcune delle cucine più importanti del panorama italiano. Victoire preparerà la sua rollè d’orata e manioca all’erba cipollina su crema di broccoli e platano al vapore. A chiudere la rassegna sarà la cucina indiana di Singh Jarnail e Lal Chand del Taj Mahal con un fantastico pollo al curry. L’acquolina in bocca è assicurata.
PROGRAMMA:

Lunedì 12 gennaio

ore 13-14: Thora Keita, Balafon (Mali)

ore 18.30-19.30: Mohammed Mabrouk, Taglio (Tunisia)

Martedì 13 gennaio

ore 13-14: Mohammed Ali, Il Pasto Giusto (Egitto)

ore 18.30-19.30: Haruo Ichikawa, Lorenzo Lavezzari, Claudio Liu, Iyo (Giappone)

Mercoledì 14 gennaio

ore 13-14: Roberto Okabe, Finger’s Garden (Giappone-Brasile)

ore 18.30-19.30: Manuel Garcia e Sara Torres, La Peña del Pocho (Perù)

Giovedì 15 gennaio

ore 13-14:, Guoqing Zhang, Bon Wei (Cina)

ore 18.30-19.30: Catherine Blanchet, Vietnamonamour (Vietnam)

Venerdì 16 gennaio

ore 13-14: Victoire Goulubi, Victoire (Congo)

ore 18.30-19.30: Singh Jarnail e Lal Chand, Taj Mahal (India)