Alla Camera dei deputati ci sarebbero dei “cassetti indicibili” contenenti chissà quali segreti inconfessabili. E, proprio per impedire che questi cassetti vengano aperti nel nome della invocata trasparenza, la presidente Laura Boldrini avrebbe voluto Lucia Pagano come nuovo segretario generale di Montecitorio. E’ la denuncia che arriva dal deputato Riccardo Fraccaro, esponente del Movimento 5 Stelle e segretario dell’Ufficio di Presidenza della Camera. Fraccaro, con gli altri colleghi grillini, a cominciare dal vicepresidente di Montecitorio Luigi Di Maio, ieri ha votato contro la nomina della Pagano, alla quale si sono opposti tra gli altri anche il democratico Roberto Giachetti e il rappresentante di Scelta civica Stefano D’Ambruoso. In questa intervista a ilfattoquotidiano.it Fraccaro racconta la sua versione di come sono andate le cose.”La votazione di ieri”, spiega il deputato del M5S, “è stato un blitz in tipico stile democristiano. La presidente Boldrini si è prestata a un calcolo politico utilizzando tecniche di vecchia scuola per imporre un suo nome ed evitare che quel nome fosse posto al vaglio della opinione pubblica”.

Che cosa chiedevate voi del Movimento 5 Stelle?
Siccome era prerogativa della Boldrini indicare il nome del nuovo segretario generale che doveva poi essere votato dall’Ufficio di presidenza, noi chiedevamo di indicare una rosa di candidati in modo che potessimo decidere in base al curriculum, alla competenza e alla esperienza maturata senza fare calcoli politici o di correnti interne all’amministrazione di Montecitorio.

Invece come sono andate le cose?
Nelle settimane scorse la presidente ci ha convocato, ha convocato tutti i partiti, cercando di capire se ci poteva essere una convergenza. Chi ha anche indicato dei nomi sui quali lei intendeva portare avanti la sua proposta. Peccato però che nessuno di quei nomi è stato poi portato in votazione.

Quali erano questi nomi?
Quelli dei due alti funzionari Fabrizio Castaldi e Costantino Rizzuto. Poi ci hanno detto che non trovavano la quadra perché il Partito Democratico era spaccato all’interno. Per questo la Boldrini ha rinviato più volte la decisione che avremmo dovuto prendere già lo scorso dicembre. Ha rinviato più volte fino ad arrivare a ridosso delle riforme costituzionali. Così si è presentata l’ultimo giorno disponibile dicendo, “il mio nome è questo, dobbiamo decidere”. Il nome era quello della Pagano, senza darci la possibilità di studiare la candidatura perché noi questa persona non la conosciamo.

Ma per voi la Pagano è adeguata al ruolo al quale è stata chiamata?
Noi non abbiamo avuto la possibilità di verificare la sua storia. Il suo curriculum, come quello degli altri colleghi, è online. Sono tutti dei buoni curriculum. Lei ha fatto il concorso, è entrata, non ha nessuna pubblicazione. Ha fatto la carriera interna, non ha alcuna esperienza esterna. Visto che non la conosciamo, volevamo verificare la sua storia nell’amministrazione di Montecitorio. Ma la Boldrini non ci ha dato questa possibilità. Ci ha concesso mezz’ora di tempo per decidere e noi in questa mezz’ora abbiamo solamente scoperto che la Pagano è figlia di un ex capo servizio della Camera, moglie di un capo servizio del Senato e che è imparentata con Fioroni.

Giuseppe Fioroni, il deputato del Partito Democratico?
Sì proprio così, il marito della Pagano è cugino di Fioroni del Pd.

E questo, scusi, cosa vuol dire?
Per noi c’è un evidente conflitto di interessi. Lo abbiamo detto: qui bisogna verificare prima di votare, visto che non la conosciamo. La presidente Boldrini purtroppo non ci ha dato questa possibilità e ha messo la questione ai voti

Qualcuno tra voi sostiene che ci sono state delle manovre politiche per far passare la candidatura della Pagano, in particolare che la corrente del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini si sarebbe attivata in favore del nuovo segretario della Camera.
A noi hanno detto questa cosa: si tratta di un blitz di Franceschini per avere una persona….

Chi ve lo ha detto?
Ce lo hanno detto alti funzionari della Camera. Ci hanno detto che si tratta di una manovra dei franceschiniani e della Boldrini per mettere su quella poltrona una persona vicina all’ex segretario generale Ugo Zampetti, una persona che garantisca sostanzialmente la continuità con la vecchia amministrazione e che soprattutto garantisca che certi cassetti interni alla Camera, cassetti probabilmente “indicibili”, non vengano aperti.

Casseti indicibili?
Ricordo che fino a due legislature fa il segretario generale della Camera aveva a disposizione una carta di credito senza fondo e senza rendicontazione totalmente a sua disposizione

Si tratta di accuse e di ipotesi gravi. Avete prove o sono sempre dei funzionari interni a parlare?
Sono sempre funzionari interni che ci vengono a raccontare queste cose.

Quindi, secondo costoro ci sarebbero dei segreti inconfessabili, delle pratiche nascoste nell’amministrazione interna della Camera?
Sì e non devono essere scoperte.

E voi adesso che cosa intendete fare? Come pensate di muovervi dopo questa denuncia dei “cassetti indicibili” e delle pratiche che non dovrebbero essere scoperte?

Noi pensiamo di continuare a cercare di aprire questi cassetti nonostante il tentativo di coprire il tutto. Noi vogliamo mettere in difficoltà la presidente Boldrini e l’amministrazione chiedendo sempre più trasparenza e chiedendo di aprire sempre più cassetti.