Cresce il Partito democratico. Ma anche il Movimento 5 Stelle. Cala invece il centrodestra e in particolare Forza Italia. E’ questo il fermo immagine della politica italiana scattato da Swg che riporta le intenzioni di voto per il suo report “Scenari di un’Italia che cambia”.

Il sondaggio è stato realizzato da Swg nei giorni 7-8 gennaio 2015 con metodologia Cawi, su un campione rappresentativo nazionale di mille soggetti maggiorenni. Questo il quadro complessivo nel dettaglio (tra parentesi la percentuale rilevata il 18 dicembre scorso)

Totale area di governo: 42,6% (41,9)
Pd 38,1% (37,0)
Ncd 3,2% (3,5)
Sc 0,8% (0,6)
Altri area governo 0,5% ( 0,6)

M5S 20,6% (19,4)
Fi 14,1% (15,1)
Lega Nord 11,5% (12,0)
Fdi-An 2,7% ( 3,1)
Sel 3,0% ( 2,9)
Prc 2,0% ( 1,9)
Verdi 0,7% ( 0,6)
Altro partito 2,8% ( 3,1)

Non si esprime 49,8% (46,8)

Ma se il Pd cresce, secondo altri sondaggisti, cala la fiducia nei confronti del premier Matteo Renzi. Colpa della norma “salva-Berlusconi, della crisi economica e del volo di Stato preso per andare in vacanza a Courmayeur. “Con gli scivoloni dell’ultima settimana il premier e il governo perdono tra i quattro e i cinque punti”, dice Renato Mannheimer all’Huffinghton Post. “Più che il volo di Stato – secondo Roberto Weber di IXé – è la non chiarezza sulla cosa di Berlusconi a determinare l’erosione. Come fatti in sé, e in relazione alla questione dell’economia. Nel senso che mentre il dibattito è monopolizzato dalla questioni tipo salva Berlusconi, il cittadino vede i dati della disoccupazione, quelli dell’Istat, gli indicatori economici e la sfiducia aumenta”.

A differenza del sondaggio Swg, secondo Weber, il governo – più che il Pd – è in calo di consensi da settembre. Ovvero da quando l’agenda politica si è concentrata sui temi del lavoro e dell’economia con il Jobs act e la legge di Stabilità. Ed è proprio l’economia il vero banco di prova per Renzi secondo i sondaggi. “Il calo del governo – spiega Nicola Piepoli sempre all’Huffinghton Post – è fisiologico ed è destinato a salire, in attesa dei risultati sull’economia. E’ su questo che ci sarà il giudizio della gente”. In un sondaggio di inizio dicembre, condotto dall’Istituto Piepoli per l’Ansa, il Partito democratico era sceso sotto il 40 per cento, toccando il 39,5 per cento.