Mi ha chiamato mia madre, preoccupata per una vignetta che ho postato. Ha paura. La capisco: la maggior parte delle trasmissioni tv e dei titoli di giornali, con la scusa di fare chiarezza, sta alimentando lo stesso sentimento, quello di guardare il diverso o l’altro con sospetto (come se un maschio italiano strangolasse di meno la moglie o un mafioso nostrano fosse più comprensivo quando ammazza).

Condivido con passione le parole di Makkox: “La satira si farà più cauta? Magari meno cauta, si radicalizzerà, il rischio è che perderemo tutti un po’ il senso critico, vincerà l’estremista che è in noi, mentre proprio ora avremmo bisogno di essere razionali”: siamo noi!! C’è chi discute su cosa sia satira (cheppalle), chi vede Islam ovunque (mentre ruba onestamente in Italia), chi muore dalla voglia di partecipare al dolore (è il fondamentalismo social).

In tutto questo aumenta la soglia della paura, la cautela esasperata (non giocando non vinci ma nemmeno perdi), lo scoramento verso quello che verrà. Noi adulti stiamo invecchiando troppo in fretta per comprendere che stiamo ammalando, di paura, i nostri ragazzi. Ci sono diversi modi per morire: all’improvviso per colpa di follia assassina oppure un giorno dopo l’altro (lentamente…presente Martha Medeiros?), perdendo la voglia di aver coraggio, la voglia e la fiducia di tornare al futuro. Stiamo terrorizzando i nostri figli preparandoli a una vita che rifiuteranno di affrontare, schierandosi magari per rabbia dalla parte di un fascismo rinnovato, compromettendo la speranza che avrebbero potuto essere per fare del mondo un posto migliore di quello che gli stiamo lasciando. Ribelliamoci alla paura…diamo coraggio!

charlie hebdo fogliazza

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