Colle Oppio, Roma, pomeriggio dell’Epifania, c’è un bel sole, l’aria è pulita, non fa freddo, le vetture in giro sono poche. Sistemo per bene l’auto su uno spiazzo non lontano da casa mia, tutto adibito a parcheggio e segnato con strisce blu: sono residente – ho il bollino sul parabrezza – e ho una ibrida, che può stazionare gratis sulle strisce blu. Un tizio mal in arnese, ma corretto, educato e che sfoggia persino un po’ di senso dell’umorismo, mi offre in un italiano stentato i suoi servigi di posteggiatore –ovviamente, abusivo-: gli dico che non ne ho bisogno, che abito lì, che c’è un sacco di posti liberi. E gli do un euro perché mi pare un povero diavolo.

In quel momento, arriva una pattuglia dei carabinieri. E, dietro, di manforte, un altro equipaggio. Chiedono i documenti al tizio, che non li ha. Ma il capo pattuglia li vuole pure da me: i miei e quelli dell’auto; e mi chiede perché non mi sono fatto rilasciare una ricevuta per il mio euro. Un po’ stupito, consegno i documenti e rilevo che non avevo pagato un servizio prestato, ma avevo fatto un’elemosina e che non avevo idea che bisognasse richiederne la ricevuta –vi immaginate che traffico, la domenica mattina nelle chiese italiane?.

Il carabiniere, sulle prime, è glaciale, molto fermo, quasi rigido. Verificati i documenti, diventa più colloquiale: nel restituirmeli, mi spiega che nella zona sono stati segnalati parcheggiatori abusivi aggressivi, che, specie la sera –quando i posti sono spesso tutti presi- e nei confronti di donne, esigono un pagamento o addirittura lo estorcono con minacce; e afferma che non avrei dovuto dare quell’euro, perché così incoraggio l’abusivismo –magari, c’è da rifletterci, anche se l’euro talora evita una riga sull’auto.

Impressionato come sempre dall’efficienza e dalla correttezza dei carabinieri, intervenuti in forze nel posto giusto al momento giusto, me ne vado, lasciando nelle peste il tizio mal in arnese, che aveva pure cercato di intervenire in mio aiuto e cui non credo che basterà, per cavarsela senza problemi, il senso dell’umorismo.

E rimugino sulla lezione di educazione civica impartitami. Con la sensazione che nessuno, tra me, il tizio e il carabiniere, sia stato proprio impeccabile, in questa vicenda.

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