La norma salva-Berlusconi richiama il gran film di Woody Allen del 1971 “Il dittatore dello stato libero di Bananas”. In quale altro Paese civile e moderno, – dunque con una democrazia compiuta e nella quale il popolo sia veramente sovrano -, sarebbe accaduto un fatto del genere senza conseguenze lapidarie?

Ricapitoliamo il mis-Fatto (svelato sempre dal sempre vigile il Fatto Quotidiano): 1) una norma che legittima la frode fiscale (seppur fino a un certo livello, con l’asticella mobile ad libitum); 2) una norma scientificamente studiata per passare inosservata (tecnicamente costruita per essere decifrata con un decoder giuridico alla portata di pochi); 3) una norma inserita ad arte sottecchi nel giorno di maggior trambusto (24 dicembre) al fine di mimetizzarsi con la cena natalizia e con le bollicine ottenebranti; 4) una norma di incerta attribuzione, calata nel Consiglio dei Ministri, organo collegiale nel quale mater semper certa est pater numquam; 5) una norma infine “lavata” e sbiancata dal Renzi twitt-attore che recita la parte del responsabile che s’incolpa e ne rimanda l’approvazione al dopo Berlusconi, al pari di una innocente marachella.

Possiamo richiamare i termini più idonei per definire un fatto di inaudita gravità, che porta dietro di sé una discussione di estrema delicatezza per l’intera architrave della democrazia in Italia: ripugnante, nauseabondo, putrescente, inconcepibile, abnorme, grottesco, allarmante.

Se non fosse che il fatto spiega perfettamente un meccanismo oramai consolidato nel nostro Stivale (delle sette beghe), secondo cui: a) in Italia non vige più alcuna teoria dei “pesi e dei contrappesi” atteso che il potere esecutivo ha interamente soppiantato le funzioni legislative dell’autentico potere legislativo, avendo assorbito per intero competenze (delegate più o meno legittimamente) su materie fondamentali, con la conseguenza (grave, anzi gravissima) che gli unici rappresentanti direttamente eletti (quali i parlamentari, peraltro eletti già con leggi elettorali di dubbia legittimità, come dimostra la vicenda del Porcellum e la farsa sulla nuova legge elettorale) vengono espropriati delle proprie fondamentali funzioni; b) in Italia qualsiasi norma (proposta e poi eventualmente approvata) è di difficile se non incomprensibile attribuzione, così come dimostrano appieno i non inintellegibili portali governo.it e parlamento.it, alla faccia della trasparenza e della correttezza (una soluzione sarebbe quella di indicare sempre a fianco della norma il nome del proponente); c) la tecnica della legificazione (così come scrivo da anni) diviene il primo potente strumento per consumare crimini abietti contro l’interesse comune, perché frutto di scelte lobbistiche-massoniche occulte, ove non direttamente architettate dalla criminalità organizzata e/o dai c.d. colletti bianchi, in quanto mediante commi e codicilli più o meno incomprensibili si addiviene a legittimare (dunque rendere leciti) fatti e condotte che in qualsivoglia Paese civile sarebbero aberranti, vietati, perseguiti, puniti, stigmatizzati; d) il controllo dell’elettorato attraverso il voto è oramai annichilito (e in parte così è stato espresso con le percentuali preoccupanti dei non votanti alle ultime elezioni) perché l’elettorato si sente delegittimato da leggi elettorali farsesche e privati del potere di controllo (non potendo scegliersi personalmente i politici-rappresentanti, non potendo controllarne l’operato).

Per un fatto così inauditamente grave il premier di qualsivoglia Paese libero sarebbe già espatriato nottetempo sparendo nel nulla ed un popolo libero sarebbe già sceso nelle piazze schiumante di rabbia. Da noi invece se ne conversa al pari del colore della tappezzeria da porre in salotto. C’è di che preoccuparsi seriamente. Se questo fatto rappresenta il polso di un malato, possiamo ben scrivere che il malato è oramai insensibile, agonizzante, morente. Non sappiamo se perché il malato-Italia sia solo non consapevole (culturalmente incapace di capire, moralmente incapace di avvertire) ovvero sia consapevole e felicemente colluso. In entrambi i casi la diagnosi è assai grave. E non in-duce (calembour che sottolineo) ad avere fiducia nel futuro che ci attende.

Ma veramente ci meritiamo un premier apparentemente bipolare che un giorno predica trasparenza-l’Italia #cambiaverso ed altre sontuose parole ed il giorno dopo si adopera per procedere nel senso opposto?

Ma questo Paese merita veramente una fine così indecorosa? Ma vogliamo veramente consegnare una cloaca pregna di cenere ai nostri figli?