Da “Il mio amico Arnold” a “Happy Days”, da “Chips” a “Magnum P.I.”, e poi “Lupin III”, “Holly e Benji”, Barbie e Big Jim, le Big Babol e le biglie di vetro, i gettoni e le cabine telefoniche, Uan e Bim Bum Bam: un decennio cult diventato un vero e proprio fenomeno sociale messo nero su bianco ne “Il mio primo dizionario degli anni ‘80”. È un divertente saggio-compendio sullo “scibile” degli anni 80-89 edito da BeccoGiallo e scritto da Roberto Nardo, classe 1976, figlio a tutti gli effetti di quegli anni storici, con i disegni di Davide Pascutti, ingegnere “prestato” al fumetto.

Il mio primo dizionario degli anni ‘80” è un divertente saggio-compendio sullo “scibile” degli anni 80-89 edito da BeccoGiallo

416 pagine a colori dallo stile pop che raccontano i film, i telefilm, le trasmissioni tv, i cartoni animati, la musica, i giocattoli, le mode, gli oggetti, i ricordi bizzarri e altre strampalate curiosità che hanno reso indimenticabili gli anni ’80 e segnato profondamente una generazione: in questo vademecum del passato non manca proprio nulla. A ogni argomento è dedicata una sezione, ma prima di affrontarla ci si deve cimentare con il quiz iniziale per verificare la propria preparazione e divertirsi a sfidarsi con gli amici. Come in ogni dizionario che si rispetti, ci sono gli approfondimenti: qui, però, al posto delle coniugazioni dei verbi irregolari o della spiegazione delle sfumature di significato troviamo “Il frasario essenziale di Fonzie” o “Le meteore calcistiche degli anni ‘80”.

Quando si legge “le mettevi sul palato e sentivi scoppiettare la lingua come una mitragliata di miccette” un vero cultore degli anni ’80 capisce immediatamente che si sta parlando di Frizzy Pazzy

Non sono bello ma piaccio”, “Siamo in missione per conto di Dio”, “Ciriciao gente”, alcune delle frasi celebri contenute nel volume che incuriosiscono il lettore e allo stesso tempo lo mettono alla prova nello scoprire chi le ha pronunciate. Quando si legge “le mettevi sul palato e sentivi scoppiettare la lingua come una mitragliata di miccette” un vero cultore degli anni ’80 capisce immediatamente che si sta parlando di Frizzy Pazzy. “Primi artifizi per tenere la messa in piega a prova di vento” è la definizione del gel venduto in simpatici barattoli trasparenti e dal colore sgargiante senza il quale un vero giovanotto di quegli anni non usciva di casa. Il ciuffo ben incollato e dall’affetto ultra lucido, infatti, era un must. Inoltre, a ogni sezione è dedicata una playlist ascoltabile attraverso un QR Code: dalle colonne sonore dei film ai jingle di spot, dalle sigle dei cartoni animati cantate da Cristina D’Avena fino alle canzoni della sezione musica vera e propria, in cui per ogni anno sono presenti due compilation, una dedicata agli artisti stranieri e una a quelli italiani. E naturalmente le top ten, i tormentoni estivi, gli album storici e l’immancabile focus sul Festival di Sanremo.

Dalle colonne sonore dei film ai jingle di spot, dalle sigle dei cartoni animati cantate da Cristina D’Avena fino alle canzoni della sezione musica vera e propria

L’idea di un dizionario – spiega Roberto Nardo – è nata dall’aver rivisto alcuni cartoni animati e alcuni telefilm degli anni ‘80 e poi dalla mia passione smisurata per la musica. I cartoni animati e i telefilm mi hanno portato a ripensare a quegli anni in maniera divertente, a una stagione mediatica che ho vissuto da accanito fruitore. Mi sono accorto che davvero c’è stata una moltitudine di titoli di qualità, un’esplosione dell’entertainment che era doveroso riproporre o far conoscere. La mia passione musicale, invece, – ha continuato l’autore – da ex studioso di pianoforte e da sempre ascoltatore e collezionista maniacale, mi ha portato ad approfondire il sound e la storia musicale del decennio ottanta, traendo nozioni interessantissime”. Il nucleo fondamentale del libro, dunque, parte senza dubbio dalla musica, perché gli anni ’80 sono stati specialmente musica, sono gli anni in cui sono nati i videoclip musicali che hanno cambiato l’industria discografica.

Spezzoni di vita ormai parte della memoria collettiva, quando ci si divertiva con niente, quando con 500 lire si comprava un gelato alla fragola o si passava un pomeriggio in sala giochi, quando senza internet

“Li ricordo romanticamente come un’epoca in cui ogni cosa era permeata di grande ottimismo, leggerezza, novità, che in fondo è l’altra faccia della superficialità che molti rimproverano al decennio”, ha dichiarato Davide Pascutti.
Un tuffo nel passato, dunque, che descrive spezzoni di vita ormai parte della memoria collettiva, quando ci si divertiva con niente, quando con 500 lire si comprava un gelato alla fragola o si passava un pomeriggio in sala giochi, quando senza internet e senza smartphone le ricerche si facevano sulla Treccani, quando 10mila lire sembravano una cifra astronomica. Anni che adesso appaiono incredibilmente distanti ma che, con la leggerezza che li contraddistingueva, anticipavano ciò che ci aspettava.