“Perché dovremmo pagare per queste amiche dei terroristi? Che se ne stiano nel loro habitat e non rompano più i coglioni”. È intervenuto così Paolo Longhi, ex An ed ex consigliere e assessore del Comune di Legnago (Verona), sulla vicenda delle due cooperanti rapite in Siria, Vanessa Marzullo (21 anni) e Greta Ramelli (20 anni). Frase scritta sul proprio profilo Facebook (riscuotendo circa 150 “mi piace” e numerose condivisioni) e che ha scatenato le polemiche della rete, dopo il video pubblicato dai miliziani di Al Nusra, ribelli siriani legati ad Al Qaeda, che hanno rivendicato il rapimento delle due ragazze.

Nel filmato, le giovani, dimagrite e provate, ma che sembrano in salute e indossano l’abaya musulmana, chiedono al governo “e ai suoi mediatori di riportarci a casa prima di Natale. Siamo in estremo pericolo e potremmo essere uccise”. Parole che, secondo gli esperti, testimoniano che le trattative tra i mediatori italiani e i miliziani qaedisti sarebbero a uno stato avanzato e che il video sia una tattica dei ribelli per fare pressione sull’opinione pubblica occidentale e ottenere le migliori condizioni possibili per il rilascio delle ragazze. Il ministero degli esteri, però, chiede che sull’argomento sia mantenuta la massima riservatezza, proprio per non favorire i miliziani di Al Nusra. Una situazione che, però, non piace a Longhi e ad altri politici del veronese. Come Roberto Bussinello, anche lui avvocato e già candidato a sindaco di Verona con Forza Nuova, che sempre su Facebook ha scritto: “Che crepino, senza rompere le balle”. Bussinello si era già fatto conoscere per altre dichiarazioni, nel 2013, dopo la morte di Erich Priebke, il “boia delle Fosse Ardeatine“. “Capitano, onoriamolo” aveva scritto sui social network.