Ecco come appare la ristampa dell'edizione 1959 di "Risk!", in Italia noto come Risiko!
Ecco come appare la ristampa dell’edizione 1959 di “Risk!”, in Italia noto come Risiko!

Tempo di Natale, tempo di giochi da tavola in famiglia. Anche qui nella profonda Inghilterra abbiamo riesumato dall’armadio una moderna ristampa dell’edizione detta Continental Game, anche nota come ristampa dell’edizione del 1959, che si può trovare sul mercato Nord Americano o anche su Amazon.com. Beh, che dirvi, se siete come me dei fanatici del Risiko! Classico degli anni Settanta-Ottanta, quello coi carrarmatini in plastica e gli obiettivi segreti, non vi consiglio l’acquisto di questa ristampa dell’edizione 1959.

Anzitutto: l’edizione 1959 non ha gli obiettivi segreti. Ogni giocatore ha in comune con gli altri un obiettivo noto a tutti: la conquista del mondo, vale a dire di tutti i continenti presenti sul “board” o sulla planimetria del mondo. Questo da un lato toglie mistero e imprevedibilità circa le strategie e le tattiche di ciascuno, dall’altro allunga ad infinitum qualunque partita, che a questo modo dovrà per forza concludersi prima del raggiungimento dell’obiettivo finale.

A meno che non abbiate la possibilità di giocare per settimane, si arriva a un punto in cui si dice: ok, contiamo quanti territori abbiamo, o quante armate abbiamo, o quanti e quali continenti abbiamo per decidere il vincitore. E questo, se permettete, ha sempre un brutto sapore, come a dire: tanto non si può arrivare alla fine e allora accordiamoci su come finirla. Buuu.

Seconda cosa, per me gravissima: non ci sono i carrarmatini di plastica, ma degli alquanto insulsi cubi o parallelepipedi di legno colorato. Ora, per carità: il legno colorato roccheggia, specie sulla plastica. Ma tu non mi puoi sostiuire la forma del carrarmatino colorato con quella del cubo o del parallelepipedo, eh no! Perché se vintage è bello, anche la modernità non ci fa schifo, e un Risiko! senza carrarmatini è come il cacio senza maccheroni: un altro piatto.

Terza differenza: ci sono solo 2 dadi per la difesa, perché chi difende non può farlo con più di due armate alla volta. E chi mai ha deciso questo? Se io ho 20 armate e tu mi attacchi, voglio essere libero di difendermi anche con tre dadi, per dindirindina.

Quarta differenza: i tris di carte danno diritto a un numero fisso di armate supplementari a prescindere dalla loro composizione. Al primo turno, con un tris, si ha diritto a 4 extra armate, ma il secondo giocatore (o forse al secondo turno, questa è una regola che si lascia un po’ all’interpretazione) che ha un tris ne potrà mettere 6, il terzo 8 e così via.

Indubbiamente, la ristampa dell’edizione 1959 presenta un discorso filologicamente corretto: riproduce i materiali del 1959 (da qui il legno al posto della plastica) e ripropone in tutto e per tutto anche quelle regole che, col senno di poi, noi accaniti giocatori di Risiko! Classico consideriamo come dei difetti. Quindi, se siete dei collezionisti di giochi da tavola, potete procedere all’acquisto anche di questa ristampa. Ma se invece siete dei perfezionisti un po’ malati come me, l’edizione 1959 non potrà soddisfare il vostro bisogno fisiologico di Risiko! coi carrarmatini colorati e gli obiettivi segreti. Due elementi che per me sono costituenti l’essenza stessa di Risiko! Augh.

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