“Un grande cambiamento” nelle relazioni tra Corea del Nord e Corea del Sud. A sorpresa, è questo l’auspicio del leader di Pyongyang, Kim Jong-un, che, durante il discorso di fine anno alla Nazione, in diretta tv, ha affermato di voler iniziare dei colloqui con Park Heun-hye, presidente sudcoreano. Lo riporta l’agenzia della Corea del Sud Yonhap, ma la notizia è confermata anche da dei video che circolano in Internet.

Il leader di Pyongyang ha promesso che “metterà in atto ogni possibile sforzo” per portare avanti il dialogo e la cooperazione con Seul, da sempre considerato l’avamposto americano alle porte del Paese. Una rivelazione a sorpresa quella del “Brillante Compagno“, che spiazza ancora di più se si pensa ai recenti scontri tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti sulla vicenda riguardante il film The Interview: mentre gli Usa hanno accusato il Paese comunista di essere la mente dei cyberattacchi alla Sony, casa produttrice del film, il governo coreano ha risposto stizzito,definendo Barack Obama una “scimmia nella giungla”. “Non abbiamo motivi per non intraprendere colloqui ad alto livello” se il Sud vuole davvero migliorare le relazioni bilaterali attraverso il dialogo, ha detto il leader nordcoreano.

Tre giorni fa, era stato il ministro per l’Unificazione sudcoreano, Ryoo Kihl-jae, a proporre colloqui sulle questioni in sospeso. “Se le autorità Corea del Sud vogliono sinceramente migliorare le relazioni tra Nord e Sud attraverso colloqui – ha continuato Kim Jong-un durante il discorso alla Nazione -, i contatti di alto livello in stallo possono essere ripresi e altri colloqui possono essere tenuti tema per tema”.

L’ultimo avvicinamento tra i leader delle due Coree risale al 2007, quando si incontrarono a Pyongyang l’allora presidente sudcoreano Roh Moo-Hyun e il “Caro leader“, Kim Jong-Il.

Intanto, un attivista sudcoreano ha annunciato che, a fine gennaio, farà partire un pallone aerostatico carico di 100mila dvd e usb del film The Interview diretto verso i cieli della Corea del Nord. L’obiettivo sarebbe quello di far arrivare la pellicola satirica sul dittatore alla popolazione di Pyongyang. L’idea è di Park Sang-hak, un disertore nordcoreano fuggito dal Paese e rifugiatosi nella parte sud della penisola coreana che ha dichiarato di ricevere l’appoggio di un’associazione per i diritti umani statunitense: “La leadership della Corea del Nord crollerà se l’idolatria di Kim si spezza”, ha detto per spiegare il suo piano.