Lasciato alle spalle un 2014 che verrà ricordato soprattutto per la stangata delle imposte locali, nel 2015 la giungla tributaria legata al mattone dovrebbe essere più gestibile. Nella legge di Stabilità, infatti, non è stata inserita la nuova tassa comunale unica (local tax), slittata al 2016. E quindi almeno per i prossimi mesi resteranno in vigore Tasi e Imu, due delle componenti (l’altra è la Tari) dell’imposta unica comunale Iuc che ha fatto sborsare ai proprietari di casa e agli inquilini ben 31 miliardi di euro (circa 24 miliardi tra tassa sugli immobili e sui servizi indivisibili più circa 7 miliardi di euro per i rifiuti). Ma dalle accise su sigarette e birra all’aumento dei pedaggi autostradali fino al 730 precompilato, sono diverse le novità fiscali che non faranno dormire sonni tranquilli ai contribuenti.

Niente Local Tax. Imu e Tasi congelate
Rinviata di un anno la tassa unica comunale (evitando così l’ennesimo maxi aumento delle imposte sulla casa che sarebbe arrivato con l’innalzamento previsto del tetto delle aliquote al 6 per mille) Imu e Tasi continueranno a portare alla cassa milioni di italiani con le due solite scadenze: 16 giugno e 16 dicembre. Congelate le aliquote (quella della Tasi sulla prima casa resta al 2,5 per mille, mentre la somma di Imu e Tasi sugli altri immobili non potrà superare il 10,6 per mille), i sindaci avranno, comunque, la possibilità di un aumento extra dello 0,8 per mille a patto di introdurre in parallelo delle detrazioni. In pratica, i contribuenti che risiedono in questi Comuni si troveranno a pagare un’aliquota massima del 3,3 per mille nel caso della prima casa e dell’11,4 per mille sugli altri immobili. Del resto la fiscalità immobiliare rappresenta ormai il piatto principale nel menu dei bilanci comunali, dopo che le diverse ondate di tagli statali hanno progressivamente alleggerito, fino ad azzerarlo, il proprio contributo alla finanza locale. Così i proprietari di casa – il 73,4% delle famiglie italiane, secondo l’Istat – sono diventati una specie di bancomat per gli enti locali. Quanto alla tassa sui rifiuti, superato il dilemma di come chiamarla (da Tarsu a Tari passando per la Tares, vissuta solo per pochi mesi), gli italiani continueranno a faticare per capire come va pagata. Spetta ai singoli Comuni, infatti, decidere l’importo da pagare, le modalità (unica soluzione o due rate) e, soprattutto, l’importo. Con i bollettini che vanno spediti a casa dei contribuenti. Ma molte amministrazioni faticano a rispettare questa procedura e il caos è assicurato.

Canone Rai
La rivoluzione della tassa più odiata dagli italiani non ci sarà: saltato lo sconto del canone e rimandata pure l’ipotesi di farlo pagare in bolletta. Dopo mesi di dibattiti e di annunci, l’intervento del governo si è limitato alla decisione di bloccare l’importo a 113,5 euro.

Accise su birra e liquori
Dal primo gennaio scattano anche gli incrementi delle accise sulla birra, sui vini liquorosi e sull’alcol etilico, come whisky, rum e gin. Si tratta del terzo inasprimento negli ultimi 15 mesi, pari a un incremento complessivo del 30%. Le filiere della birra e del vino hanno lanciato l’allarme: “Si rischia di comprimere ulteriormente i consumi (quelli della birra nel 2014 sono calati del 26%) e creare oltre 9mila esuberi“.

Stangata per le e-cig
Sotto l’albero i fumatori di sigarette elettroniche hanno già trovato un’amara sorpresa: i Monopoli di Stato hanno emanato un decreto che prevede per i liquidi di ricarica una tassa di 3,33 euro per ogni flacone da 10 ml. Un ritocco all’insù che deriva dall’attuazione della delega fiscale che prevede per le e-cig un’imposta commisurata a quella delle sigarette ma ridotta, in considerazione della loro minore nocività. “La nuova tassa – spiegano gli operatori del settore – comporterà un aumento del 100% del prezzo medio al pubblico delle ricariche”.

Per i fumatori tradizionali, invece, si annunciano rincari soprattutto sulle fasce di prezzo dei pacchetti più economici. In attesa della conferma del provvedimento, le nuove accise previste per le fasce alte (5 euro) e quelle medio-alte (4,6 euro) dovrebbero comportare rincari dello 0,3% e dello 0,4%. Per le sigarette meno care (4,3 euro) e per quelle low cost (4 euro) i rincari sarebbero del 2% e del 3,6 per cento.

Aumentano i pedaggi autostradali
Scatta da gennaio il consueto adeguamento dei pedaggi autostradali: l’aumento medio è dell’1,32% per l’intera rete, ma per alcune tratte si arriverà a pagare anche l’1,5% in più, come nel caso della Strada dei parchi, delle Autovie Venete o della Brescia-Padova.

730 precompilato
È la rivoluzione fiscale del 2015, almeno secondo il governo. La nuova versione della dichiarazione dei redditi faticherà, però, a onorare le aspettative. Entro il 15 aprile, l’Agenzia delle Entrate dovrà incrociare le informazioni contenute nelle diverse banche dati, ma per richiedere la detrazione delle spese mediche si dovrà continuare a compilarlo da soli o con l’aiuto di un professionista. Il 730, poi, non busserà alla porta dei circa 20 milioni di contribuenti interessati, ma sarà messo a disposizione attraverso i servizi telematici delle Entrate. Meglio, quindi, cominciare a iscriversi ora, visto che per accedervi serve un codice pin che sarà inviato dall’Agenzia e che da febbraio darà anche accesso ai servizi web delle altre amministrazioni pubbliche (Inps, Comuni, scuole, Asl).

Ravvedimento operoso, più tempo per pagare
Lieta notizia per i contribuenti ritardatari: la legge di Stabilità ha rivoluzionato lo strumento che consente di sanare le proprie posizioni con il fisco. Sarà, così, possibile pagare in ritardo le tasse, versando sanzioni ridotte e interessi, fino al termine di decadenza del potere di accertamento e anche se sono già iniziati accessi o verifiche da parte delle Entrate. Non si potrà invece ravvedersi in caso di notifica di un avviso di liquidazione o di accertamento.

Tutti i bonus 
Fino al 31 dicembre 2015 è possibile avvalersi delle detrazioni d’imposta relative alla spese sostenute per gli interventi di ristrutturazione edilizia (50%), di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici e per quelli antisismici (65%). Sarà possibile poi chiedere una detrazione del 50% anche per l’acquisto di nuovi elettrodomestici e mobili che andranno ad arredare case in ristrutturazione, ma sono previsti specifici requisiti. Ad esempio elettrodomestici come lavatrici e lavastoviglie devono essere almeno di classe energetica A+.
Il bonus bebè spetta invece a tutti i bimbi nati dal primo gennaio 2015 e fino al terzo anno d’età. Il sussidio è di 80 euro al mese (960 euro all’anno) e potrà essere richiesto dalle famiglie con un Isee non superiore ai 25mila euro. Quelle sotto quota 7mila hanno diritto a una cifra doppia. Per ottenere l’assegno è necessario fare domanda all’Inps.