C’è un documento classificato come confidential e proveniente dall’Unione europea che già cinque anni fa dipingeva una flotta italiana vecchia, obsoleta e rischiosa. Il dossier spiega che circa il 45 per cento delle 200 navi traghetto in servizio sulle rotte nazionali (Sardegna, Corsica, Isola d’Elba, arcipelago toscano, sardo e siciliano) sono di età superiore ai 20 anni. Più di 30 di queste navi superano il limite di 27 anni, e 6 compiono ora 30 anni. Altre 23, poi, arrivano a sfiorare i 40 anni dal varo. Una flotta molto anziana. Certo, sotto controllo, certificata, ma anziana, fatta di traghetti che sono stati varati per svolgere un servizio mezzo secolo fa e sono stati allungati, accorciati, snaturati. Con tutto quello che questo comporta per la sicurezza.

Magari il nome dell’armatore dice qualcosa di più: è Vincenzo Onorato, l’uomo che del regno dei mari è tra i monarchi assoluti. Una delle sue tanti navi, il traghetto Moby Rider, nell’aprile del 2005 rimase incagliato a dieci metri dal porto di Livorno. Il film sembra lo stesso dell’incidente del Norman Atlantic: passeggeri a bordo, ma tutto fu risolto in condizioni molto meno complicate. Non faceva freddo, non c’erano tempeste, disagi, e tutti si sono salvati. Successe però che i magistrati, Antonio Giaconi in particolare, sostituto procuratore a Pisa, a furia di indagare, scoprirono che quel traghetto aveva una natura strutturale molto diversa: era nato come rompighiaccio riadattato, allungato di qualcosa come quaranta metri senza che la timoneria venisse toccata. Lavori autorizzati e, successivamente, timbrati dalle autorità marittime, ma che cambiarono radicalmente la nave fino a comprometterne la stabilità in mare.

Il Rider era una nave costruita nel 1967 in Canada nei cantieri della Davie industries Inc. e varata nel 1968 come nave merci. Non soltanto anziana per età, ma anche costruita con una concezione particolare. I periti avevano spiegato nelle relazioni che la nave nasce come rompighiaccio, adatta a solcare i mari del Nord, e solo successivamente venne modificata e adibita al trasporto passeggeri.

La sera dell’incidente, il Moby aveva iniziato la corsa verso Olbia alle otto della sera. A bordo c’erano 50 persone, 29 di equipaggio, e 21 passeggeri tra cui un bambino, tutti tedeschi, molti in camper che andavano in vacanza in Sardegna. Incolumi, ma prigionieri per tutta la notte sulla nave. Dopo l’incidente venne pensionata. Due anni dopo l’incidente. Ma se vogliamo rimanere in ambito Moby, accanto a una flotta abbastanza rinnovata, troviamo per esempio la Vincent, traghetto a oggi in servizio: è stato varato nel 1974 e a maggio ha compiuto i suoi primi 40 anni di età. Ha cambiato nomi e compagnie, e soprattutto è stata allargata di due metri. Una nave che non è più quella costruita, due metri, in tema di navigazione, sono molti.

Oppure c’è il Moby Corse, attualmente usato sulla rotta Genova – Bastia: varata nel 1978 con il nome di Dana Anglia, nel 1993 la nave fu sottoposta a lavori di ammodernamento in Germania. Nel 2000 venne migliorata anche la stabilità. Due anni dopo fu rinominata Duke of Scandinavia, linea di collegamento tra Copenaghen, Danzica e Trelleborg, per poi venire spostata sulla rotta Newcastle-Ijmuiden l’anno successivo. Nel 2006 fu noleggiata alla Brittany Ferries, prendendo il nome di Pont l’Abbe e nel 2008 venne mandata in disarmo a Saint-Nazaire e messa in vendita. Nel dicembre 2009 venne acquistata dalla Moby. Non per dire che la nave non sia sicura, ma ha un’età e una storia che è di continui lavori. E la Moby è uno dei colossi del mare, e ha rinnovato gran parte della flotta. Ci sono una serie di armatori improvvisati che navigano una stagione e poi chiudono i battenti.

Sotto altre bandiere e per conto di altre società navigano imbarcazioni della compagnia di navigazione delle Ferrovie dello Stato. Come la Classe Agata, nave di 77 metri varata nel 1973 e ancora in servizio per conto della Medmar tra Napoli e Ischia. La Tirrenia ha una serie di traghetti gemelli varati nel 1979, alcuni sono stati venduti all’estero, altri invece rimangono in servizio stabilmente.

Viaggia tra Brindisi e Valona, in Albania, la Corsica Serena Seconda varata dalla Corsica Ferries – Sardinia Ferries nel 1974 a Werft Nobiskrug, per la società marittima svedese Lion Ferry con il nome di Europafärjan III. Nel 2011 il traghetto venne acquistato dalla società marittima European Ferries e rinominata European Voyager, prendendo bandiera panamense. La nave ha mantenuto i colori della precedente compagnia armatrice. Nel 2014, la bandiera panamense è sostituita dalla bandiera cipriota. Naviga ancora, soprattutto nel basso Adriatico. Con tutti i rischi che si porta appresso.

Da Il Fatto Quotidiano del 30 dicembre 2014