Pompei e i crolli che non si fermano e che anzi chiude durante le festività natalizie per ‘mancanza di soldi’; la Liguria e i fondi per la messa in sicurezza che non impediscono dopo qualche anno dalla prima una nuova alluvione omicida; per non parlare delle infinite opere fantasma finanziate da Bruxelles che poi, non avendo il compito di seguire, questa delega per il controllo alle varie autorità regionali del paese più corrotto d’Europa.

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Dopo le decine di inchieste per truffa sui fondi europei, la mancanza di trasparenza nella gestione di questi, la bassissima percentuale di verifiche e la beffa di dover assistere, per i pochi che vengono presi con le mani nella marmellata, all’impunità garantita dalla prescrizione all’italiana, è legittimo chiedersi per quale motivo la Commissione europea usi due pesi e due misure continuando da una parte a contribuire allo sperpero di soldi nel nostro paese senza assicurarne un controllo accurato e completo mentre è intransigente con i parametri fiscali e di bilancio.

Il dubbio si fa ancora più forte dopo aver sfogliato il lungo elenco delle opere finanziate con fondi europei della “politica di coesione” nel nostro Paese.

Certo, ci saranno sicuramente iniziative lodevoli e reali tra le tante migliaia che riescono ad avere accesso a tali fondi ma queste dovrebbero essere la regola, non l’eccezione. Eppure, dando uno sguardo alla Regione Campania e in particolare il territorio che conosco meglio, l’isola d’Ischia saltano all’occhio milioni di euro per hotel di politici, festival estivi, televisioni e aziende private. Tutto ciò mentre i trasporti pubblici vengono smantellati e lo stesso accade per la sanità, tutto in nome del “patto di stabilità”. E’ questa la “politica di coesione” che la Commissione vuole garantire?

Qualche anno fa, solo in seguito ad un’interrogazione parlamentare, l’esecutivo europeo fu costretto a chiedere il rimborso di fondi che finirono per finanziare il concerto di Elton John a Napoli. Bruxelles denunciòil valore aggiunto dell’iniziativa nonché l’impatto effimero e non strutturale sull’attività turistica nella regione”.

Se il famoso cantante inglese ebbe un impatto effimero sul turismo della Regione Campania quale può essere quello di iniziative come “Ritorno al Barocco” o dei vari “festival del cinema” che sanno troppo di “club privé su invito”?

L’ex Commissario alle Politiche Regionali Hahn prima di terminare il suo mandato tuonò: “Non vogliamo più l’utilizzo dei fondi per eventi come il concerto di Elton John a Napoli, o l’A3 per Salerno-Reggio Calabria”. Forse sarebbe il caso che la Commissaria Corina Crețu che ha preso il suo posto nella squadra Juncker facesse seguire i fatti alle parole considerato che i casi citati dall’ex Commissario non sono per nulla delle mosche bianche.

Si va dalla discoteca in spiaggia del “Week Young Europe” organizzata nel contesto di un evento finanziato col Fondo Sociale Europeo per “Sviluppare percorsi di integrazione e migliorare il (re)inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati per combattere ogni forma di discriminazione nel mercato del lavoro” ai famosi “lavori di recupero ambientale della fonte di nitrodi” di cui l’unica traccia visibile è la targa in ceramica con tanto di logo europeo da finanziamenti sempre del Fondo Sociale Europeo (quello che servirebbe a combattere la disoccupazione, promuovere la parità tra uomini e donne, e uno sviluppo sociale duraturo).

Non sarebbe forse il caso di fermare questo sperpero?