Le principali riviste scientifiche Nature e Science non hanno dubbi nella scelta del più importante traguardo dell’anno che volge al termine. L’impresa scientifica del 2014 è lo storico sbarco dell’uomo sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko con la missione europea Rosetta, nata, come dice il nome stesso, per decifrare le origini del Sistema solare. Un risultato che non ha appassionato solo gli addetti ai lavori, come dimostra la classifica dei “trend topic” mondiali di Twitter, la lista degli “hashtag” più dibattuti, in cui compare anche lo sbarco del lander Philae sulla superficie di ghiaccio e polvere della cometa. “L’importanza della discesa, che ha catturato l’immaginazione pubblica – scrivono, infatti, i redattori di Science – è stata soprattutto emotiva e simbolica”.

L’impresa scientifica del 2014 è lo storico sbarco dell’uomo sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko con la missione europea Rosetta

Proprio in questi ultimi giorni dell’anno il team di Rosetta, in occasione del tradizionale meeting dell’American Geophysical Union, ha reso pubblica un’immagine sfocata che mostra i concitati momenti in cui Philae rimbalza sulla cometa, toccando il suolo più volte prima di arrestarsi sull’orlo di un cratere, in una zona poco illuminata. “Un’immagine scioccante – sottolinea Jean-Pierre Bibring, tra i responsabili della missione -, perché in quel momento non sapevamo ancora se la velocità del rimbalzo avrebbe impedito al lander di tornare sulla superficie”. Il luogo esatto in cui è finito Philae non è stato ancora individuato. La sonda madre Rosetta ha scattato diverse foto nei giorni scorsi, che potrebbero permetterne finalmente l’individuazione. Una caccia importante, perché aiuterà gli scienziati a capire se e quando Philae potrà risvegliarsi. Più la cometa si avvicina al Sole e più aumenta, infatti, la possibilità che quest’ultimo si trovi sopra l’orizzonte della regione in cui è nascosto il lander. Gli scienziati sperano, infatti, che l’esposizione alla luce fornisca i 15 watt di potenza sufficienti a riaccendere le sue batterie e ridestarlo così dal sonno in cui è piombato. Un risveglio che, secondo alcune stime, potrebbe avvenire già il prossimo febbraio. “Non lo sappiamo ancora, perché non conosciamo il punto esatto in cui siamo sbarcati”, afferma Bibring. L’attesa continua. “È un po’ come aspettare il regalo di Natale”, spiega Matt Taylor, progettista della sonda madre.ù

Oltre a Rosetta le riviste premiano gli avanzamenti nel campo dell’intelligenza artificiale e della cooperazione robotica in assenza di supervisione umana

Ma non c’è solo Rosetta tra i successi della scienza nel 2014. La rivista Science non stila una vera e propria classifica. Segnala, invece, al posto di specifici studi o singoli scienziati, alcuni significativi filoni di ricerca. Un approccio differente rispetto a Nature – che ha appena incoronato scienziato dell’anno l’italiano Andrea Accomazzo, direttore di volo di Rosetta -, ma che porta a scelte spesso condivise. Oltre a Rosetta, infatti, entrambe le riviste premiano gli avanzamenti nel campo dell’intelligenza artificiale e della cooperazione robotica in assenza di supervisione umana. La studiosa Radhika Nagpal dell’Università di Harvard, inserita da Nature nella sua top ten, ha infatti realizzato quest’anno una costellazione di robot in grado di comunicare e lavorare insieme come uno sciame di insetti. Altra segnalazione comune è rappresentata dagli importanti progressi compiuti nell’uso terapeutico delle staminali. In particolare, come sottolinea Science, nella produzione di cellule beta del pancreas per la cura del diabete. Tra i protagonisti del 2014, infatti, Nature annovera anche Masayo Takahashi, del Riken Center for Developmental Biology, la scienziata che ha condotto il primo studio clinico su cellule derivate dalle cosiddette staminali pluripotenti indotte (Ips), le cellule riprogrammate in laboratorio per ridiventare bambine.

Fra i traguardi scientifici dell’anno, secondo Science, anche la scoperta – al momento solo nei topi – di un elisir di lunga vita, il sangue giovane

Fra i traguardi scientifici dell’anno, secondo Science, anche la scoperta – al momento solo nei topi – di un elisir di lunga vita, il sangue giovane, in grado di rallentare l’invecchiamento di muscoli e cervello di animali più anziani con una semplice trasfusione. Sempre nei topi, la scoperta della possibilità di manipolare i ricordi utilizzando la luce per il controllo dell’attività dei neuroni. Per restare in campo biologico, il 2014 ha visto anche la realizzazione dei primi chip neuromorfici, capaci di elaborare le informazioni in modo simile al cervello umano, o i progressi della biologia sintetica, con la realizzazione del primo Dna batterico “alieno” dotato di due lettere in più, non esistenti in natura, rispetto alle canoniche quattro. Importanti scoperte anche nello studio dei processi evolutivi, con l’individuazione, attraverso il confronto di centinaia di fossili, delle caratteristiche che hanno portato alla comparsa degli uccelli a partire dai dinosauri, e il ritrovamento in Indonesia di pitture rupestri risalenti a circa 40mila anni fa, testimonianza di come i nostri antenati abbiano sviluppato l’arte simbolica nello stesso periodo sia in Europa che in Oriente.

Senza dimenticare che il 2014 è stato un anno in rosa per la scienza italiana con Fabiola Gianotti e Samantha Cristoforetti

Il 2014 è, soprattutto, un anno in rosa per la scienza italiana, con due protagoniste d’eccezione delle cronache. Fabiola Gianotti, prima donna ad essere nominata alla guida del Cern di Ginevra – che proprio quest’anno ha compiuto 60 anni -, in tempo per la riaccensione alla massima potenza, nella primavera del 2015, del più grande acceleratore del mondo, Lhc. E Samantha Cristoforetti, prima astronauta italiana a raggiungere la Stazione spaziale internazionale, dove rimarrà fino a maggio del prossimo anno.