A Napoli può accadere di tutto. E’ opinione comune: si vive in un mondo a parte. Chi si affaccia all’ombra del Vesuvio se ne torna alla propria dimora carico di meraviglie: nel bene come nel male. Non sono luoghi comuni formato cartolina. Davvero qui accadono cose uniche. Fantasia, disperazione, spirito di sopravvivenza, filosofia, ironia, inventiva sono gli ingredienti che ci distinguono nel mondo: “Siete napoletani? L’avevamo capito…”. E’ un dato di fatto. Prendete – ad esempio – un problema che attanaglia le più importanti metropoli italiane e non: le buche stradali. Si calcola che con la pioggia nelle strade partenopee si aprono fino a 150 buche al giorno. Un record. Non è certo un caso se le cronache parlano di città gruviera. L’Amministrazione fa quel che può. I tagli sono tagli. A Palazzo San Giacomo promettono per il 2015 interventi speciali per la manutenzione stradale. E di recente è stata approvata una delibera che punta a coinvolgere i cittadini con l’ “Adozione di una strada”.

Tanta buona volontà ma i fossi restano nel manto stradale e spesso chi ci rimette le penne sono pedoni, centauri e automobilisti che finiscono in ospedale – a volte – purtroppo tragicamente anche al camposanto. Il Comune di Napoli nel proprio bilancio ha un capitolo di spesa – vedi la voce – risarcimenti. Un esborso continuo che non aiutano le già disastrate casse del Municipio partenopeo. Non mancano inchieste e indagini della magistratura che puntano dritto a identificare i responsabili di tanti disservizi. Un macello. E c’è chi trova il modo scanzonato per farci ironia o impegnarsi per tentare di arginare i problemi. E’ accaduto nel quartiere Chiaia dove dopo l’ennesimo dissesto in via Vittoria Colonna i residenti e alcuni commercianti hanno costruito due “lapidi” in polistirolo e un epitaffio: “Qui giace il Comune di Napoli e le speranze di tutti i cittadini” con tanto di fiori, lumicini e passanti con finte lacrime. C’è invece, chi ha trasformato la voragine in un progetto social inventandosi l’iniziativa “Fuossbook: fotografa il fosso e postalo su Facebook”. Poi è toccato al fotografo, performer Augusto De Luca conosciuto anche come “Il Cacciatore di Graffiti”, organizzare una partita di golf in piazza Plebiscito, le buche non mancano. Il giornalista e scrittore Ermanno Corsi ispirato dall’incalzante cronaca ha scritto per Centoautori una sorta di favola metropolitana “Buche alla riscossa”. L’autore si chiede: “Cosa accadrebbe se le buche venissero fuori dal manto stradale e, organizzate in corteo, marciassero verso il Comune per denunciare il loro abbandono e l’incuria delle strade? E se le stesse buche, diventate un valore economico, chiedessero di essere quotate in Borsa?” Un modo surreale per ribadire uno dei diritti più elementari dei cittadini: quello di camminare tranquilli per le strade, senza paura di inciampare in una buca, in un tombino e rompersi le ossa. E proprio nessuno poteva immaginarsi che di fronte a fossi, voragini, buche, avvallamenti comparissero anche dei “supereroi”. Alla stregua di Superman, l’Uomo ragno e Wonder woman che combattono il male a Napoli a vigilare e sollecitare le istituzioni e gli uffici competenti ad intervenire e riparare il manto stradale c’è Bukaman, SuperFrancky, Verificatore e il Critico senza dimenticare i tanti fans che ormai li seguono nei loro pirotecnici sopralluoghi. Si  tratta di Alfredo Di Domenico, infermiere dell’ospedale Cardarelli che, smesso il camice bianco, diventa Bukaman con SuperFrancky (Gianfranco Bellissimo) e il Verificatore (Mario Pagliano).

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I loro interventi teatrali fanno accorrere la gente : l’ammuina si sa a  Napoli fa smuovere le cose. Ormai sono diventati il terrore di uffici tecnici e municipalità (alcuni parlamentini li hanno  anche arruolati come consulenti) e in particolare della Napoli Servizi, l’azienda interna del Comune che ha tra le sue competenze la riparazione delle buche. Hanno una linea telefonica dedicata – SOS caccia alla BUCA – dove i cittadini possono rivolgersi e chiedere l’intervento dei supereroi. I coloriti sit-in al capezzale della voragine si trasformano in vere performace con tanto  di liturgia. C’è Bukaman disteso nella buca, poi tocca a SuperFranck accorrere  e al Verificatore prendere le misure del fosso e scattare le foto denuncia. E sono tanti i loro interventi in giro per le strade gruviera della città. La loro fama ormai corre veloce tanto è vero che i residenti di Ischia stanchi di percorre strade lastricate di avvallamenti e sprofondamenti li hanno chiamati e fatti intervenire d’urgenza sull’isola verde. Ma sembra che le loro azioni funzionino davvero. Nei loro album c’è sempre un prima della segnalazione e un dopo con la classica toppa di bitume di asfaldo caldo. “Vogliamo sensibilizzare i cittadini – afferma Bukaman – a pretendere  i loro diritti mettendoci la faccia e scendendo in strada in maniera civile, ma ferma. Vogliamo stimolare le istituzioni ad attivare i loro compiti di salvaguardia del territorio, eliminando così un vero pericolo per l’incolumità”. Appunto a Napoli può accadere di tutto.

Twitter: @arnaldcapezzuto