Sta per arrivare anche in Italia The imitation game, il titolo richiama il famoso Test di Turing, il criterio per determinare se una macchina sia in grado di pensare. Alan Turing è spesso stato fonte di ispirazione artistica, citato in molte opere, a cominciare da Blade Runner.

C’è molta aspettativa sull’uscita italiana del biopic, il grande successo riscosso all’estero, la recente candidatura ai Golden Globe, le numerose voci che lo ritengono in aria di Oscar fa ben sperare che finalmente la figura del geniale matematico britannico uscirà dall’ambiente settoriale anche in Italia. Io stesso ho avuto modo di approfondirne la conoscenza attraverso uno spettacolo teatrale, era il 2012 e il mondo intero celebrava il centenario della nascita di Alan Turing attraverso attività artistiche e scientifiche, il Piccolo Teatro di Milano ha proposto lo spettacolo Turing a staged case history della regista Maria Elisabetta Marelli.

In cui entrambi gli approcci prendono forma in una rilettura “tecnologica” della vita del matematico. Alan Turing ha dato un contributo fondamentale alla nascita e allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, ha lavorato sulla morfogenesi biologica e ha partecipato sulla risoluzione del secondo conflitto mondiale, al servizio dell’Intelligence britannica era la figura più rilevante del team che ha decodificato la famosa macchina Enigma utilizzata nelle comunicazioni tra le potenze dell’Asse. Sembra essere quest’ultimo  argomento il focus del film del regista Morten Tyldum che vede la star del momento Benedict Cumberbatch in una interpretazione che è stata definita da Oscar e Keira Knightley  nel ruolo della donna che Turing aveva pensato di sposare  anch’essa arruolata nel team di Bletchley Park, il principale centro di crittoanalisi del Regno Unito.

Purtroppo la vita di Alan Turing termina presto, il matematico era omosessuale, fu processato perché l’omosessualità nel Regno Unito era considerata reato punibile con la carcerazione e la cura ormonale, viene sottoposto a quest’ultima e dopo poco, Alan Turing viene trovato morto, nel proprio letto, a 42 anni ancora da compiere, avvelenato da cianuro. Era il 1954, erano gli albori del mondo digitale che ci governa oggi. La sua storia mi entusiasma, certo del successo del film, mi auguro anche che questa risonanza porti alla riproposizione, nella scena teatrale nazionale, dell’eccezionale spettacolo che per ora soltanto il pubblico milanese del Piccolo ha avuto l’opportunità di vedere.

Intanto sto pensando di organizzare una serata al cinema nella prima settimana del prossimo anno con gli amici e gli iscritti al gruppo cinematti.