“Renzi ha promesso la luna, quando ben sapeva di non poterla dare. Io non vedo alcun tipo di visione nel governo Renzi. Il suo esecutivo, da un punto di vista contenutistico, filosofico e politico, è molto debole. Anche nella narrazione Renzi è una sorta di strano mix tra Jovanotti, Tonino Guerra e i Righeira”. Sono le parole di Andrea Scanzi, ospite di “Otto e mezzo”, su La7, assieme al sottosegretario alle Riforme e ai Rapporti con il Parlamento, Ivan Scalfarotto, e al direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti. Il tema del dibattito è il governo Renzi, al quale sia il giornalista de Il Fatto Quotidiano, sia Sallusti danno un voto insufficiente, riscattando però il percorso del premier con un 7. “Renzi è stato bravo a scalare il partito” – spiega Scanzi, che ricorre a un termine della Formula Uno – “anche se di fatto ha accoltellato politicamente alla schiena Enrico Letta e nessuno ne parla nel Pd. Ma tra il Renzi annunciatore e il Renzi che concretamente fa politica non c’è un gap di 2 o 3 secondi, ma un abisso“. La discussione sale quando la firma de Il Fatto analizza le similitudini tra il leader del Pd e il Cavaliere: “In termini di comunicazione, di immagine, di marketing politico Renzi ha preso tantissimo da Berlusconi, ma quest’ultimo è molto più bravo del premier televisivamente. Nei suoi videomessaggi Renzi sembra Crozza che prende in giro Renzi. In confronto, quelli di Berlusconi sembravano diretti da Kubrick“. “Perché abbiamo cominciato a vincere, ecco perché“, ribatte Scalfarotto. “Beh, se per vincere dovete diventare dei nuovi Berlusconi…”, replica Scanzi. “Abbiamo cominciato a preoccuparci dei precari“, ribadisce il parlamentare del Pd, che celebra altri successi del governo Renzi. “Sì, li state lasciando precari in eterno con il Jobs Act“, osserva il giornalista, che poi sottolinea: “Nei modi Renzi è Berlusconi, nei contenuti è la persona più vecchia del mondo, è un democristiano. E se vogliamo morire democristiani, Renzi è perfetto di Gisella Ruccia