Ci sono voluti un mese di attesa, trattative tesissime, vertici infuocati, indiscrezioni ed endorsement più o meno espliciti. Ma alla fine anche gli ultimi tasselli, quelle più delicati, sono stati sistemati: la nuova giunta dell’Emilia Romagna, quella che inaugura il post Vasco Errani, è pronta. I nomi sono stati annunciati in conferenza stampa dal presidente Stefano Bonaccini, lunedì 22 dicembre.

In tutto cinque uomini e cinque donne, tra conferme e new entry, e sorprese. Prima tra tutte quella di Elisabetta Gualmini, presidente dell’Istituto Cattaneo nonché moglie dell’ex deputato Pd Salvatore Vassallo, nominata vicepresidente con delega al Welfare. La politologa era entrata nel totonomi nei primissimi giorni dopo il voto, ma poi era stata lei stessa a sfilarsi: “Il mio posto è nell’Istituto Cattaneo” aveva detto in riferimento all’Istituto di cui è presidente. L’ipotesi sembrava quindi tramontata. Nelle ultime ore il dietrofront, dovuto anche alle pressioni di Bonaccini, intenzionato a calare la carta dell’esponente della società civile. Resta quindi da vedere se nei prossimi giorni Gualmini abbandonerà la guida del Cattaneo.”Deciderà lei” si è limitato a dire per ora Bonaccini. Sottosegretario sarà invece il reggiano Andrea Rossi.

Molti dei nomi sono comunque quelli circolati nei giorni scorsi e su cui mancava solo l’ufficialità. Come quello di Sergio Venturi, direttore dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna, nominato assessore alla Sanità. Una scelta che sancisce la vittoria del fronte guidato dal sindaco di Bologna Virginio Merola e dal presidente dell’Unipol, Pierluigi Stefanini, che dopo il voto avevano chiesto ruoli chiave per il capoluogo emiliano. Il nome di Venturi ha avuto la meglio su quello di Fausto Nicolini, direttore dell’Ausl di Reggio Emilia, anche lui in corsa per un posto nell’ente.

Altro punto messo a segno dai sostenitori di Bologna è quello che porta il nome di Raffaele Donini, segretario provinciale del Pd di Bologna (di ala cuperliana). Donini sarà l’assessore ai Trasporti e alla Programmazione territoriale. Nessuna sorpresa, considerando che il suo nome circolava già all’epoca delle primarie. L’ipotesi aveva creato anche parecchi malumori tra i corridoi di partito, soprattutto tra chi considerava inopportuna la corsa di Donini, visto il ruolo ricoperto all’interno del Pd. Per questo lunedì 22 dicembre Bonaccini ha cercato di mettere l’ultima parola sulla questione, invitando il neo assessore a dimettersi dalla segreteria: “L’impegno in regione rende impraticabile altri incarichi” ha detto il presidente.

Annunciata anche la nomina di Patrizio Bianchi, già nella giunta Errani, oggi riconfermato assessore con delega all’Istruzione, all’Università, all’Europa e al Bilancio. Resta con delega alla Protezione civile e all’Ambiente, Paola Gazzolo del Pd, originaria di Piacenza e già assessore nella precedente giunta.Bis anche per Massimo Mezzetti, di Sel, confermato assessore alla Cultura.

Alla Romagna, nell’ultimo mese in fibrillazione per poter dire la sua sulla composizione della giunta, è andato l’assessorato al Turismo (così come nella precedente amministrazione). Il posto sarà ricoperto dal ravennate Andrea Corsini, che avrà anche la delega al Commercio. Ma per non far rimanere a bocca asciutta Rimini e il suo sindaco Andrea Gnassi, Bonaccini ha nominato la deputata riminese Emma Petitti assessore al Bilancio. Entra in giunta anche la presidente uscente, Palma Costi, che forte delle sue origini modenesi avrà la delega alla Ricostruzione post-sisma, insieme a quella alle Attività produttive. La presidente di Legacoop Emilia, Simona Caselli, andrà invece a riempire la casella dell’Agricoltura. Una mossa molto gradita al mondo delle cooperative.

La giunta è stata ufficializzata dopo un’attesa record: quattro settimane di lavoro per riuscire a disegnare la tela, riuscendo ad accontentare le correnti, placare le proteste, e rispondere alle pressioni dei vari territori, tutti impegnati per avere posizioni di peso. Il pressing aveva raggiunto livelli tali da costringere Bonaccini a spingere il piede sul freno: “Sulla giunta decido da solo”, aveva fatto sapere.  Durante la conferenza stampa ha ribadito di non aver usato “il bilancino” e di essersi mossi solo sulla base delle competenze e dell‘esperienza amministrativa“. Prossima tappa sarà la convocazione della prima assemblea legislativa, prevista per il 29 dicembre.