Qualcuno ieri sera mi ha detto: ‘Ma tu pigli tutti ‘sti soldi’. Io non piglio un cavolo di niente. Non prendo mica 12mila euro”. Sono le parole del senatore di Forza Italia, Antonio Razzi, che nel suo consueto italiano ‘sui generis’ spiega a “La Zanzara”, su Radio 24, le sue condizioni economiche: “Ci stanno da pagare la quota al partito, i due collaboratori e devi stare attento perché poi non puoi nemmeno andare a mangiare sagne e fagioli al ristorante. A me non rimane niente. Non posso nemmeno aiutare i miei due figli”. Ma precisa: “Ora finalmente alla fine del mese finisco di pagare il mutuo, avrò 4mila euro in più nello stipendio. Devo ringraziare Berlusconi ovviamente, altrimenti mi attaccavo al tram. Per Natale” – continua – “gli ho fatto un regalo: gli ho portato il vino di Montepulciano, che ha l’etichetta con la faccia mia, e, te lo dico da amico, il pecorino d’Abruzzo. E’ rimasto contentissimo”. Il parlamentare intona poi la canzone “Famme cantà”, che vorrebbe eseguire insieme a Maurizio Crozza al Festival di Sanremo: “Con me e Crozza sarà un boom che sicuramente supererà tutto lo share che c’è in tutte le televisioni. Faremo più ascolti di Benigni e la Rai risparmia pure, perché non caccia una lira. Io ce la metto ‘tutto’, speriamo”. E spiega di non aver voluto partecipare alle votazioni per la legge di Stabilità in Senato: “Ho presentato degli emendamenti non sono passati. Allora ho detto: ‘Andate e suonate’“. Razzi si pronuncia anche sulla prostituzione (“dobbiamo aprire qualche bordello a Pescara, ce lo vuole”) e sui gay: “A me mi piacciono le femmine, che ja fa’? Io a sto posto così e non accetterei né 200mila, né 300mila euro per andare con un uomo. Al massimo 200 milioni di euro”. E aggiunge, in dialetto abruzzese: “Se ci vuoi andare tu, vacci. Io non ci vado”. Inevitabile menzione del leader della Corea del Nord, Kim Jong un, e in particolare del film satirico “The Interview”, ritirato dalla Sony Pictures dopo le minacce degli hacker: “Meno male che l’hanno un po’ bloccato. Satira? ma satira un ca… In Corea del Nord una cosa come Mafia Capitale non può accadere. Non ruba nessuno. La Corea del Nord è un modello” di Gisella Ruccia